Innocenzi si dimette dall’Agcom

La sua posizione non era più sostenibile. Giancarlo Innocenzi alla fine si è dimesso da componente dell’Authority dopo la diffusione delle intercettazioni (!) con le continue telefonate con Berlussoni su ‘Annozero’ e altre questioni che interessavano il premier.

Vediamo la cronaca di queste ore da www.repubblica.it:

«Giancarlo Innocenzi, componente del Consiglio dell'Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni, coinvolto nell'inchiesta Rai-Agcom della procura di Trani, si è dimesso dall'incarico. Lo comunica lo stesso organismo di garanzia. "Il presidente Corrado Calabrò - spiega una nota dell'Agcom - ha comunicato al Consiglio che il dottor Giancarlo Innocenzi Botti ha presentato le dimissioni da componente dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e che di ciò va data informazione al presidente del Senato per i provvedimenti di competenza".
Nei confronti di Innocenzi la procura di Trani aveva ipotizzato il reato di favoreggiamento personale (art. 378 del Codice penale), in relazione alle dichiarazioni fatte nel corso di un'audizione davanti agli investigatori in cui avrebbe negato di aver ricevuto pressioni dal premier Silvio Berlusconi per chiudere 'Annozero', il programma di Michele Santoro. Dichiarazioni in parte finite sui giornali con la pubblicazione di stralci di intercettazioni dell'inchiesta.
Su Innocenzi aveva avviato un'istruttoria lo scorso marzo anche la stessa Autorità, per valutare le possibili violazioni del Codice etico dell'organismo di garanzia. Da allora il commissario non aveva più partecipato ai lavori.

Considerato un fedelissimo di Berlusconi, Innocenzi è stato sottosegretario alle Comunicazioni negli anni 2001-2005 e ha seguito da vicino il cammino della legge Gasparri, prima di entrare all'Autorità. Da commissario Acgom era già stato coinvolto nel 2008 nelle intercettazioni delle telefonate con Agostino Saccà, allora responsabile di Rai Fiction: in quei colloqui avrebbe interpretato - secondo le trascrizioni - la volontà del premier di 'agevolare la caduta del fragile governo Prodi'. Innocenzi, in tale progetto, sarebbe stato pronto a svolgere un ruolo chiave tentando di portare dalla parte del Cavaliere i moderati del centrosinistra come Willer Bordon. Il caso finì all'attenzione del comitato etico dell'Agcom, che assolse Innocenzi e stabilì che nessun codice era stato violato».

È evidente, a questo punto, come questa soluzione consenta anche alla stessa Authority di 'cavarsela', visto che la precedente inchiesta interna era appunto finita nel nulla (il che non depone affatto a favore della trasparenza e dell'efficienza dell'organismo che, anche a fornte di situazioni interne insostenibili, aveva, in sostanza 'fatto finta di niente') e la situazione attuale promettesse di trascinarsi ancora, magari a lungo, senza che si avesse il coraggio di prendere provvedimenti effettivi. Sarà ora interessante vedere chi succederà a Innocenzi e i deliciati equilibri interni all'Autorità potranno naturalmente venirne modificati di conseguenza.

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