Emittenti locali e inquinamento elettromagnetico, la Corte d’Appello di Venezia emette un’importante sentenza

Una recentissima sentenza della Corte d’Appello di Venezia ha stabilito principi molto preziosi relativamente ai contenziosi tra le emittenti radiotelevisive e gli enti locali in materia di inquinamento elettromagnetico

Accogliendo l’appello di una nota emittente veneta (assistita dall’Avvocato Gianluca Barneschi), il giudice ha evidenziato, con motivazione assai efficace e chiara, principi molto importanti che gioveranno anche alle altre emittenti impegnate in questo genere di contenziosi in tutt’Italia.

La società titolare dell’emittente radiofonica si era rivolta in primo grado al Tribunale di Bassano del Grappa impugnando una pesantissima sanzione (più di 25.000 euro) comminata dal comune di Lusiana per presunta violazione dei limiti di legge in materia di inquinamento elettromagnetico. Il Tribunale aveva però respinto il ricorso; il giudice di secondo grado ha ribaltato tale decisione, affermando che il più restrittivo parametro di legge (6 V/m) possa applicarsi solo nel caso in cui le abitazioni esistenti presso i siti trasmissivi risultino effettivamente abitate. In questa vicenda, viceversa, i tecnici dell’Arpa Veneto ed il comune coinvolto avevano contestato e sanzionato il superamento del limite di legge, sulla base dell’astratta possibilità che un’abitazione fosse soggetta a permanenze umane. Ma la Corte d’Appello di Venezia ha stabilito che le autorità amministrative coinvolte debbano provare la sussistenza delle condizioni per l’adozione del parametro più restrittivo.

Quale ulteriore conseguenza di tale importante affermazione la Corte d’Appello ha indicato che le risultanze degli accertamenti Arpa devono essere sorrette da idonei e inoppugnabili dati e riferimenti, che consentano di individuare con precisione le unità immobiliari nelle quali siano state effettuate le misurazioni, nonché di verificare la destinazione urbanistica dei locali o, quantomeno, il loro concreto impiego.

Sulla base di tutto ciò, il giudice di secondo grado ha ritenuto che il Tribunale di Bassano del Grappa in primo grado non avesse valutato adeguatamente la questione, errando nella decisione. Così l’appello è stato accolto e il comune che aveva irrogato la sanzione è stato anche condannato a corrispondere alla società titolare dell’emittente, le spese per i due gradi di giudizio.

 

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