Iris batte RaiDue, Benigni al tappeto

Malprogrammata e pochissimo promossa, la serie di letture dantesche di Benigni ha finito per provocare molti guai a RaiDue, che è stata battuta la settimana scorsa per la prima volta da un canale nativo digitale, Iris di Mediaset.

Non è una notizia che ci piace dare quella di questo 'sorpasso', impensabile fino a qualche tempo fa, ma ovviamente per ogni giornale, anche on line, 'la notizia è sacra'. Ebbene le 'letture dantesche' di Benigni (che abbiamo presentato con cura all'inizio del ciclo su questo sito per il loro indubbio valore culturale), messe in onda ogni mercoledì su RaiDue, stanno affondando l'ascolto della rete. Partita all'8% (un risultato che doveva già essere un campanello d'allarme per una Rai che fosse stata 'attenta' ai segnali del pubblico), la serie è scesa presto al 4, fino al risultato record. in senso negativo, di mercoledì scorso: 2.5% appena.

E così c'è stato anche un evento 'inedito': per la prima volta un canale nativo digitale ha superato in prima serata una rete generalista. Iris: 815.000 spettatori, RaiDue: 747.000.

Mercoledì sera - spiega un comunicato di Mediaset - “il film di “Iris” ha raccolto in prima serata più telespettatori del programma proposto da RaiDue (Benigni, appunto; N.d.R.): è la prima volta in Italia che una rete tematica nativa digitale supera in ascolti un canale generalista storico.

“Iris” ha centrato questo primato con “Black Book” di Paul Verhoeven, film sulla Resistenza olandese introdotto e commentato da Paolo Mieli, che è stato visto da 815.000 telespettatori (share 3.06%) contro i 747.000 che hanno seguito “TuttoDante” su RaiDue (share 2.53%).
Il film di Verhoeven, che ha anche battuto il record di ascolti di “Iris”, fa parte della nuova rassegna cinematografica “Se questo è un uomo”, che proseguirà per sei mercoledì con altrettanti titoli dedicati all'orrore della guerra: 10 aprile “Defiance”, 17 aprile “Intrigo a Berlino”, 24 aprile “El Alamein”, 1 maggio “We were soldiers”, 8 maggio “Nato il 4 luglio”, 15 maggio 'The Hunting Party'”.

Complimenti a Iris, che è un canale molto ben gestito e dalle scelte di palinsesto intelligenti. Ma anche - crediamo - una forte nota di biasimo alla Rai (non pensiamo a Benigni, che c'entra poco con quanto avvenuto). Della serie: se si sceglie di realizzare un'operazione 'importante' e culturalmente benemerita come la serie di Benigni, bisogna poi crederci davvero, promuoverla con convinzione e programmarla in un modo 'intelligente', tutte cose che nell'occasione sono proprio mancate (per esempio, nessuno aveva pensato che una lettura alla settimana, relativamente breve, per tante settimane in prima serata, poteva ben presto stancare, scadendo inevitabilmente nel disinteresse?).

Solo ora si pensa, sull'onda dell'emergenza, a un rimedio: più puntate assieme - pare - per esaurire prima il ciclo. Ma sembra più che altro un modo per chiudere più alla svelta il capitolo. Eppure Benigni piace sempre - ne siamo convinti - alla gente, le letture potevano anche costituire un evento, se fossero state presentate come tali, e il record del programma sulla Costituzione con Benigni su RaiUno è solo di pochi mesi fa. Per la Rai - e forse anche per la cultura in Italia - un'ennesima occasione mancata, nel modo peggiore.

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