Italia e Svizzera alle prese con questioni interferenziali

Ripubblichiamo sul nostro sito, dato il suo indubbio valore informativo, una notizia messa on line anche su www.newslinet.it, sito diretto dall’amico e collega Massimo Lualdi.

"Mentre è ancora sul tappeto la questione di Castel San Pietro, postazione in territorio svizzero (ma in ottica con Milano) dove l'Ufcom - l'equivalente elvetico del nostro MinCom - ha nella primavera del 2003 autorizzato il trasferimento (ed il potenziamento) di un certo numero di impianti radio dal precedente sito di Monte Morello, determinando l'insorgenza di pesantissime interferenze ad emittenti private italiane, si apprende del recente fragoroso scoppio di un nuovo gravissimo episodio radiOElettrico (ma non solo, come si teme...) che ha coinvolto un'emittente italiana.

Il fattaccio si è consumato nell'alto Verbano, cioè nell'area nord del Lago Maggiore (a cavallo tra la provincia piemontese di Verbania e la provincia lombarda di Varese), dove opera una storica emittente che da quasi 20 anni utilizza la frequenza 100 MHz per illuminare l'area di competenza. RTO, questo il nome della storica ed importante emittente italiana, è una delle stazioni radiofoniche più ascoltate in assoluto nella Svizzera Italiana (riscontra maggiori consensi delle emittenti elvetiche; Ndr.), territorio nel quale, naturalmente ha anche interessi di tipo commerciale.

Il suo segnale, da sempre forte, chiaro e pacificamente irradiato nella salvaguardia dei diritti dei terzi, da domenica scorsa è stato oscurato in una parte rilevante del proprio bacino da una nuova attivazione (pare) autorizzata dall'Ufcom sperimentalmente all'emittente locale ticinese Radio Fiume Ticino, che - a quanto ci risulta - dispone di altri impianti in area. La frequenza autorizzata, manco a dirlo, è la stessa di RTO: 100 MHz. Da qui la devastante portata interferenziale.

Ciò che, tuttavia, stupisce e allarma, non è tanto l'attivazione di un nuovo impianto nel territorio di uno stato estero (che è ovviamente sovrano in casa propria), quanto la scelta della frequenza. Perché, vista l'indiscutibile disponibilità di frequenze "libere", gli svizzeri hanno scelto quella già occupata (storicamente) da un'emittente italiana tanto seguita nel loro territorioO Il sospetto che la scelta non sia dettata da un ordine tecnico, ma piuttosto - come dire - da una "diversa esigenza" è forte, tanto più se si considera che, ovviamente, lo stato interferenziale è speculare (tanto è interferita RTO, tanto è penalizzata RFT). Un'infelice iniziativa, quella dell'Ufcom, che determinerà, a meno di un auspicabile ripensamento, nuove tensioni tra le emittenti e (si presume) le autorità italiane e il governo elvetico".

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