Italiani e tempo libero: vince la Tv

Non solo Tv, Internet e cinema, ma anche lettura: aumentano gli italiani che hanno riscoperto libri e giornali, mentre calano i frequentatori dei luoghi di culto. È la fotografia degli italiani nel tempo libero scattata dall’Istat.

La ricerca Istat "Aspetti della vita quotidiana", svolta tra dicembre 2001 e marzo 2002, su un campione di 20.000 famiglie (53.000 individui), analizza le abitudini degli italiani nel tempo libero. Dallo studio emerge che, all'interno delle mura domestiche, il passatempo preferito è guardare la Televisione: il 94,5% della popolazione di 3 anni e più la guarda almeno una volta alla settimana. Anche la Radio conquista gli italiani: la ascolta il 63,2% dei nostri connazionali (il 59,9% addirittura ogni giorno). In crescita anche la lettura di libri e giornali.

Per quanto riguarda il tempo libero fuori casa, l'intrattenimento per eccellenza resta il cinema. Nel 2001 il 49,5% della popolazione con più di 6 anni ha visto almeno un film in sala, contro il 44,7% dell'anno precedente. Ad attirare gli italiani anche gli spettacoli sportivi (28,2%), le visite a mostre e musei (28%) e le sale da ballo e discoteche (26,4%).

Anche secondo la ricerca "Time Budget: lei non sa che faccio io", promossa da Rai, Sipra e Starcom Mediavest Group e realizzata da Tns Abacus, l'Italia è un Paese sempre più dominato dalla Televisione. Secondo quanto rilevato, diminuisce nel "Bel Paese" la frequenza a concerti, teatri e discoteche, giudicati troppo costosi, e diminuisce (secondo questa ricerca, contrariamente a quella precedente) il tempo medio dedicato alla lettura, di quotidiani ma anche di libri e riviste, mentre aumenta il tempo passato davanti al piccolo schermo, che ormai mediamente supera le 4 ore. Aumentano (+ 6%) anche gli italiani che guardano la Tv in modo esclusivo, senza cioè fare altre attività contemporaneamente.

Secondo l'indagine coloro che si incollano alla Tv in modo esclusivo sono, considerando la fascia oraria 21-22, il 37% della popolazione totale, percentuale che sale al 45%, dalle 22 alle 23. E l'indagine sottolinea che c'è spazio per un'ulteriore crescita della fruizione televisiva.

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