La Canon conquista Hollywood

Presentata la nuova e tanto attesa Canon EOS 300, che apre la strada ad una nuova gamma di prodotti specificamente dedicati al cinema.

Un set/location di grande effetto, gli studi della Paramount di Hollywood, per presentare la nuova EOS 300. Canon non poteva scegliere contesto più adeguato per presentare non solo un nuovo prodotto ma un nuovo indirizzo tecnologico, quella della gamma delle camere dedicate al cinema. E la EOS 300 rappresenta solo il primo di una serie di nuovi prodotti dedicati a questo particolare e, per Canon, parzialmente nuovo (visto il massicio uso delle sue DSLR nel cinema digitale entry-level) segmento di mercato. Un line-up che attualmente prevede appunto la EOS 300 (in due versioni) e due gamme di ottiche: due zoom e tre Prime, focale fissa.

La nuova camera, dedicata ad un target di livello medio, si distingue subito per compattezza del corpo e design originale, come è nello stile della Canon. E, pur nella compattezza dei volumi (133x179x171 mm), colpisce la completezza dei comandi e dei vari connettori di ingresso ed uscita, dedicati alle diverse funzioni. Basti pensare che sono stati inseriti ben quattro comandi di start, in diversi punti del body, per facilitare al massimo il lavoro dell'operatore.

La EOS300 viene proposta in due versioni, una che prevede l'attacco EF delle ottiche fotografiche EOS e le nuove ottiche EOS dedicate al cinema della Canon ed una seconda che prevede l'attacco PL per le ottiche cinenematografiche degli altri brand.
Da ricordare anche il sensore e un C-MOS Super 35 con una risoluzione di 8,3 Megapixel, che offre una reale risoluzione di risoluzione da 1.920 x 1.080 e, grazie anche ad un raddoppio delle linee del verde, consente di avere un risultato di luminanza che fa la differenza. Questo si percepisce realmente nella visione dell'immagine, relativamente a quello che riguarda la gamma dinamica.
Un altro risultato importante è strato raggiunto per ciò che riguarda la limitazione gli effetti del rolling shutter. E la resa cromatica è dovuta anche alle eccellenti caratteristiche del processore Digic DVIII.

La registrazione avviene su schede CF, con compressione MPEG-2, campionamento 4:2:2, con bit rate che arriva fino a 50 Mbp/s. La registrazione implementa il formato MXF, che facilita le attività del workflow di produzione. I frame-rate sono: 59.41i, 50.00i, 29.97P, 25.00P e 23.98P, oltre alla modalità 24.00p, tipico della pellicola. Previste anche le funzioni di fast e slow motion.

L'attuale collo di bottiglia, per poter esprimere al massimo le potenzialità di un sensore di questo livello (sia in termini qualitativi che di risoluzione), potrebbe essere rappresentato dalla registrazione MPEG-2 su schede CF, che può operare con un formato Full-HD a 50 MB. Un'uscita per la registrazione esterna, in modalità non compressa 4:4:4 (del quale si era peraltro sentito parlare nei rumors che hanno anticipato questa prresentazione), consentirebbe di raggiungere nuovi ed interessanti traguardi qualitativi. Ma il management della Canon ci ha assicurato che, se il mercato richiederà questa opzione, potrà essere facilmente fornita.

Devo però sottolineare che il risultato di alcuni trailer e corti realizzati qui negli USA, proiettati sul grande schermo della sala della Paramount, era davvero impressionante, per ampiezza della gamma cromatica, dettaglio, latitudine di posa. E quella che gli addetti ai lavori chiamano “pasta” o “grana” era realmente di tipo cinematografico e non video.
Va poi detto che la compattezza ed il peso del corpo camera, unitamente alle caratteristiche qualitative, ne fanno un ottimo prodotto anche per l'integrazione su Stereorig ed in particolare sulla steadicam, nelle riprese stereoscopiche.

Ed a proposito di ottiche, in questa occasione sono state anche presentate, come accennavamo, le nuove ottiche dedicate a questo particolare segmento di mercato e specificamente sviluppate per la ripresa 4K. Si tratta di due zoom (che coprono le lunghezze focali comprese tra 14,5 a 300 mm) e di tre Prime, focale fissa.

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