La concessione di Radio Padania a Suraci

La concessione (comunitaria) per trasmettere Radio Padania Libera sul territorio nazionale è stata ceduta al patron del gruppo Rtl 102.5, Lorenzo Suraci (nella foto). Dopo un articolo di ‘Italia Oggi’, oggi sono arrivate conferme (o ‘non smentite’) anche da ambienti politici legati alla Lega Nord e dal direttore di Radio Padania Alessandro Martelli; secondo quel che si è capito, Radio Padania continuerà a trasmettere nel Nord Italia (le ‘zone strategiche’, per capirci) attraverso alcune frequenze locali, il resto andrà a Suraci.

La riorganizzazione della presenza di Radio Padania è probabilmente dovuta ai noti problemi di cassa del partito, conseguenti anche ai minori introiti derivanti dai contributi pubblici. A sostegno di Radio Padania, oltre alla pubblicità, dovranno intervenire - si dice - anche contributi volontari dei leghisti o dei più fedeli e affezionati ascoltatori.

Fonti leghiste hanno poi smentito che la vendita possa fruttare al partito di Salvini 2,1 milioni di euro, come ipotizzato, riferendo invece di somme “decisamente inferiori”.

Da tempo era già in corso un passaggio di frequenze da Padania a Radio Zeta l’Italiana (la seconda rete di Suraci, cui farebbero comodo una concessione del tutto nazionale e migliori frequenze per diffondere il segnale, e che ora potrebbe anche debuttare in Televisione), anche se di recente si era verificato un ‘processo inverso’, con il ritorno a Padania di alcune frequenze (si suppone adesso, provvisorio, in attesa della definizione completa dell’operazione). Sul digitale terrestre Tv era poi comparso un canale nazionale di Radio Padania che sembrava essersi ‘affiancato’ a quello di Radio Zeta e che dunque sembra anch’esso un modo per assicurare una nuova forma di diffusione all’emittente leghista.

In passato Radio Padania aveva anche acceso frequenze in varie regioni italiane, in virtù di una legge di alcuni anni fa che era sembrata essere stata approvata ‘ad hoc’ e che poi negli ultimi tempi è stata interpretata in senso più restrittivo dal Ministero; alcune frequenze - specialmente quelle accese nel Sud Italia - erano infatti state oggetto di operazioni di scambio o di cessione ad altri operatori radiofonici, cosa che adesso non può più avvenire.

La ricostruzione di 'Italia Oggi' precisa - facendo così capire i fatti dei mesi scorsi - che in realtà era già stato concluso un contratto analogo fra Suraci e Padania nei mesi scorsi che però era stato di fatto invalidato per via del fatto che la concessione nazionale comunitaria era stata acquisita da Radio Mobilificio di Cantù (la società cui fa capo Radio Zeta l'Italiana), che però non è certo una società 'comunitaria'. Il 5 agosto scorso il contratto è stato invece concluso (di nuovo) con una società creata ad hoc da Suraci, la ACRC - Associazione Culturale Radiofonica Comunitaria.

Ma i problemi potrebbero restare, perché Radio Zeta è a tutti gli effetti oggi una Radio commerciale e pare assai complicato che possa utilizzare la concessione nazionale comunitaria di Padania e le relative frequenze (fra l'altro spesso 'acquisite' proprio in virtù dello status di comunitaria e dei relativi 'privilegi', ma anche con doveri precisi e limiti pubblicitari).

Si vedranno a questo punto gli ulterori sviluppi, mentre va anche precisato che Padania ha invece avuto da Radio Mobilifici di Cantù una concessione locale prima in suo possesso.

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