La controversa nomina del Corecom campano

Non sembra essere andato del tutto liscio neppure l’ultimo rinnovo del Corecom della Campania. Ci sono polemiche e ricorsi legali. Comunque sia, ecco il presidente e i nuovi componenti…

Vediamo per primo l'articolo di cronaca di Piero Masone sul quotidiano irpino on line ottopagine.net:

«Il parlamentino campano elegge presidente e componenti del Corecom, il comitato regionale per le comunicazioni, ma registra la prima crisi politica della maggioranza. L'elezione del vertice e degli otto membri dell'organismo di garanzia nelle comunicazioni in Campania… ha tenuto sulle corde l'intero agone politico per l'intera giornata; se da un lato ha consegnato alla guida della delicata istituzione che si occupa principalmente della tutela dei consumatori dell'informazione, proclamandolo presidente, Lino Zaccaria, ex caporedattore de 'Il Mattino' e docente del master di Comunicazione al Suor Orsola Benincasa, ha nei fatti decretato una prima vera e propria crisi politica tra i due principali partiti del centrodestra: il Pdl e l'Udc che malgrado abbia poi incassato la nomina del giornalista Gianni Russo tra i componenti del Corecom, ha mal digerito l'indisponibilità degli alleati ad attribuire ai centristi una seconda poltrona tra le cinque appannaggio della maggioranza.
Così in aula, dopo diverse sospensioni di una seduta il cui avvio è stato rinviato di ora in ora per cominciare poi nel tardo pomeriggio, sono volati gli stracci. L'Udc ha sbattuto la porta accusando il Pdl di aver tenuto un “comportamento quequero (?; N.d.R.)”.
E proprio annunciando la decisione di abbandonare l'aula per dissenso politico il consigliere centrista Luigi Cobellis ha infatti puntato l'indice contro i colleghi berlusconiani affermando che “quando si assumono degli impegni vanno mantenuti” e rimarcando che “invece è prevalsa una logica aritmetica che mortifica la politica stessa”.
“Questo comportamento - ha tuonato poi Cobellis prima di uscire dall'aula insieme ai suoi quattro colleghi del gruppo centrista - non sarà privo di conseguenze”. Di fatto, una seconda postazione nel Corecom assegnata all'Udc avrebbe lasciato a bocca asciutta il gruppo di Noi Sud che, non avendo ad oggi potuto usufruire di 'posizioni di visibilità politica', aveva rivendicato una posizione nel prestigioso organismo di garanzia.
Momenti di tensione si sono poi avuti anche tra il Pdl e l'Idv allorché, a seguito dell'abbandono dell'aula da parte dei consiglieri centristi, Dario Barbirotti dei dipietristi, che pure hanno incassato ieri una poltrona, ha sparato a zero sul gruppo di Fulvio Martusciello accusando la maggioranza “di non essere all'altezza della guida di questa Regione, perdendo ore e ore sulle nomine e dimostrando di essere interessata alle sole clientele e non di certo al futuro della Regione”.

A riportare la calma in aula dove le urla e le accuse dei consiglieri l'uno contro l'altro armato avrebbero potuto rischiare di far saltare la seduta, è stato infine il presidente Paolo Romano. Che, al termine della seduta si è comunque detto soddisfatto per l'esito dei lavori. “Dobbiamo dar atto al Consiglio di essere riuscito a eleggere il Corecom in tempi brevi - ha sottolineato infatti Romano - : ci sono state difficoltà, ma alla fine si è riusciti a raggiungere un traguardo importante per il mondo dell'informazione regionale e della tutela dei suoi fruitori”.
Romano e il neo eletto presidente del Corecom, Lino Zaccaria, hanno poi avuto un breve colloquio telefonico nel quale il presidente del parlamentino regionale ha formulato, a nome dell'aula, gli auguri di buon lavoro.

(Ed) è (appunto) il giornalista Lino Zaccaria il nuovo presidente del Corecom, il Comitato regionale per le Comunicazioni della Regione Campania.
Zaccaria, napoletano, 64 anni, è stato eletto, con 40 preferenze su 49 disponibili in aula (tanti i presenti al momento della votazione).
Giornalista professionista, Zaccaria laureato in Giurisprudenza all'Università Federico II di Napoli, abilitato all'esercizio della professione di avvocato, docente del Master di Giornalismo all'Università degli studi di Napoli “Suor Orsola Benincasa”. Nel 1967 approda a 'Il Mattino' dove ha lavorato presso le redazioni Sport, Interni, Esteri e Cronache, di cui è stato redattore capo. Il neo presidente del Corecom è stato caposervizio degli Interni e per la redazione economica, viceredattore capo sport, redattore capo ufficio centrale, carica ricoperta fino al 31 maggio 2009. Autore di un libro di testo per la preparazione all'esame di Stato di giornalista professionista, Lino Zaccaria, è stato vicedirettore del quotidiano “La Discussione” fino al 1 luglio 2010.

(Ed) ecco (tutti) i membri del Corecom, il Comitato regionale per le Comunicazioni. Sei consiglieri sono espressione della maggioranza. Si tratta di Francesco Ferraro (27 voti), giornalista, Donato Affinito (35), Elisabetta Di Letto (28) ed Emanuela Romano (29), assessore del Comune di Castellammare, indicati dal Pdl; Sandro Feola (27), giornalista irpino, uomo di Noi Sud; Gianni Russo (17), unico riconfermato del Corecom, in quota Udc; Ilaria Perrelli (23), giornalista professionista dal '95, caposervizio della redazione politica di 'Liberazione', già ufficio stampa a Palazzo Chigi e attualmente del Partito Democratico in Consiglio Regionale e Andrea Palumbo (21) per l'Idv».

Ma la vicenda sembra aver avuto strascichi di non poco conto. Ne ha parlato il settimanale on line Iustitia:

«(Per il Corecom Campania) sono state presentate 386 domande; dalle 358 ammesse sono saltati fuori i nove eletti, ma non tutti avrebbero le carte in regola. “Uno dei candidati non si è dimesso da assessore comunale - denuncia a 'Iustitia' Remigio Del Grosso, segretario nazionale della Lega consumatori delle Acli e candidato al Corecom bocciato - prima di presentare la domanda, così come prescrive la legge regionale n. 9 del 2002, richiamata espressamente dal bando emesso dalla Regione e pubblicato sul Burc n. 58 del 23 agosto 2010. Nonostante ciò la domanda è stata accolta e il candidato è stato votato, e nominato, da ben 29 consiglieri regionali”.
Del Grosso si riferisce a Emanuela Romano, dalla scorsa primavera assessore ai Servizi sociali e politiche del lavoro a Castellammare di Stabia, comune guidato da Luigi Bobbio, diventata famosa due anni fa quando i giornali scrissero di un gruppetto di ragazze napoletane, e tra queste l'attuale consigliere della Provincia di Napoli Francesca Pascale, ospiti in Costa Smeralda della villa del presidente del consiglio Silvio Berlusconi.
Altri dubbi sono stati sollevati sulla nomina del presidente per una presunta incompatibilità, probabilmente infondata, con l'incarico che ricopre all'Inpgi, l'istituto di previdenza dei giornalisti, e su Andrea Palumbo, in passato amministratore di una delle emittenti che dovrebbe controllare. C'è poi il caso di Gianni Russo, unico confermato del Corecom precedente, già protagonista di un contratto con produzione fantasma alla Provincia di Napoli (oggetto di un'interrogazione firmata da Luigi Rispoli e da altri cinque consiglieri di An), eletto al Corecom nell'autunno del 2008 in quota centro sinistra ed ora nella pattuglia di centro destra. La legge sul Corecom non punisce il trasformismo, però vieta espressamente la rieleggibilità per due mandati consecutivi, ma potrebbe essere stata modificata da una norma successiva. “Alcuni consiglieri - segnala ancora Del Grosso - sostengono che tra tutti i gruppi presenti in consiglio regionale è stata concordata una 'conventio ad escludendum' dei candidati non residenti nella regione. Alla luce di queste gravi irregolarità il decreto di nomina dei componenti del Corecom Campania è da ritenersi nullo e il relativo iter dovrà essere reiterato ab initio”.
In attesa che il presidente del consiglio regionale Paolo Romano faccia chiarezza sulla situazione, Del Grosso ha preparato il
ricorso al Tar e una denuncia alla procura della Repubblica di Napoli, che già sta indagando sul Corecom campano per altre ipotesi di reato.
E c'è da prevedere che altri esclusi si assoceranno alle iniziative del segretario della Lega consumatori? Accanto alla linea giudiziaria, Del Grosso sta lavorando sul fronte politico. Il 20 gennaio ha indirizzato al presidente del consiglio regionale, e per conoscenza al sottosegretario Gianni Letta, presidente della commissione per l'accesso agli atti e ai documenti amministrativi, per avere in originale tutta la documentazione relativa alla procedura di nomina e i curricula di tutti i candidati che hanno raccolto voti di preferenza”. L'obiettivo è verificare la competenza specifica degli eletti anche perché si parla di candidati con curricula imbarazzanti. ?“In Piemonte - ricorda Del Grosso - il centrosinistra aveva designato a presiedere il Corecom Massimo Negarville, già segretario dei Ds di Torino, fino alla costituzione del Pd. Non essendosi mai occupato nella propria carriera di problematiche delle comunicazioni, la nomina era sembrata ai più un fatto di lottizzazione politica di organismi tecnici che invece dovrebbero essere (e anche apparire) indipendenti. Perciò nel luglio 2009 il Tar del Piemonte ha rimosso il presidente Negarville e un membro del Corecom, perché non avevano la competenza e l'imparzialità richieste dall'incarico”.
Il Piemonte è in territorio italiano. Anche la Campania è in territorio italiano?».

Pubblica i tuoi commenti