La decima edizione dello Studio Economico sulla Radio di CRTV

 

Confindustria Radio Televisioni - CRTV ha pubblicato nei giorni scorsi lo Studio Economico del settore radiofonico italiano relativo al 2015. Lo Studio, giunto alla sua decima edizione, si basa, come noto, sull’analisi dei bilanci delle imprese commerciali e dal 2005 documenta l’evoluzione del mezzo di comunicazione via etere più antico a livello nazionale e locale, costituendo, soprattutto per quest’ultimo ambito, un punto di riferimento imprescindibile.

Secondo il Presidente di Confindustria Radio Televisioni Francesco Angelo Siddi, “i risultati evidenziano una crescita del 2,3% dei ricavi complessivi nel 2015. Ossia, la ripresa, già anticipata dai dati degli investimenti pubblicitari, è leggibile anche nei bilanci delle società che operano nel settore, soprattutto a livello nazionale; le Radio locali presentano una realtà più differenziata. Ripresa, dunque, che stimiamo si potrà consolidare nella lettura dei bilanci 2016.

Il comparto locale sconta infatti ancora un’alta parcellizzazione che vede 263 aziende (sul campione di 394 monitorate) con ricavi medi pari a 89,000 euro annui e bassissima redditività, patrimonializzazione, ai limiti della sostenibilità. L’analisi restituisce la fotografia di un settore che esce dalla crisi, anche a livello locale. Che gode dei favori del pubblico e degli investitori pubblicitari. Un settore che sappiamo essere in grande fermento negli assetti organizzativi, commerciali e di mercato.  Ma soprattutto un settore con grandi potenzialità, che potranno dispiegarsi, riteniamo, per una serie di concomitanti fattori abilitanti…

A livello tecnologico il futuro prossimo della Radio è digitale: 3/4 degli italiani sono già raggiunti dal segnale DAB+, con una copertura concentrata nelle grandi città e dove scorrono le arterie autostradali più trafficate. L’offerta digitale, tra simulcast e nuovi marchi, conta circa 40 canali radiofonici nazionali, numero destinato a crescere rapidamente; anche la radiofonia locale è pronta, ma attende la pianificazione delle frequenze ad oggi limitata a 16 bacini su un totale di 39, di cui solo 9 assegnati e resta fuori dalla pianificazione quasi tutto il centro-nord, aree a maggiore valore commerciale, indispensabili per uno sviluppo generalizzato della nuova tecnologia”.

Lo studio, analogo a quello relativo alle Televisioni (l’ultima edizione, la 23esima, è stata pubblicata da CRTV nel settembre scorso), si basa sull’analisi dei bilanci di tutte le Radio nazionali e di un campione “congruo” di Radio locali per cui sono reperibili i bilanci: a settembre 2017, 394 aziende, pari al 73% delle Radio commerciali, con bilancio pubblicato per l’anno 2015…

CRTV da quest’anno produrrà anche una stima del totale mercato radiofonico locale e generale (nazionale e locale). Da tali stime il comparto locale è quantificabile nel 2015 con ricavi complessivi di 206,6 milioni di euro, di cui 178,3 (86%) sono rappresentati dalla raccolta pubblicitaria. Sommando il dato locale ai ricavi nazionali, certificati dalla analisi dei bilanci depositati nell’anno di riferimento (2015), si ricava che l’intero mercato è da CRTV stimato in 586,9 milioni di euro per il 2015. Il comparto locale rappresenta il 35% del valore dei ricavi totali e il 41% di quelli pubblicitari”.

 

Per cogliere qualcuno dei tanti aspetti interessanti dello Studio, è comunque opportuno consultarlo con attenzione. È possibile farlo sul sito www.confidustriaradiotv.it.

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