La decisione dell’Authority sulle “posizioni dominanti” in Tv

Rai e Mediaset superano la soglia massima del 30% sul totale delle risorse del settore televisivo. L’Authority batte un colpo e sancisce il dato di fatto, “richiamando” i due gruppi televisivi. Anche per Cheli Rete 4 deve andare sul satellite.

È arrivata ancor prima del previsto e ha sancito un dato di fatto che sarebbe stato davvero incredibile negare: Rai e Mediaset superano la soglia del 30% delle risorse del settore televisivo e sono quindi passibili di provvedimenti che evitino il protrarsi di questa situazione. Ecco la decisione del Consiglio dell'Authority presieduta da Enzo Cheli sulla spinosa questione delle "posizioni dominanti" in Tv, più volte oggetto della nostra attenzione.

Qualcosa è successo, dunque, e, anche se la legge Gasparri potrebbe togliere di mezzo (se fosse approvata nella sua versione originaria) il problema, è stato almeno stabilito che l'attuale situazione in televisione è tutt'altro che pluralista. Ecco il comunicato emesso dall'Autorità in data odierna:

"Il Consiglio dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha deliberato oggi in merito al procedimento finalizzato alla verifica della sussistenza delle posizioni dominanti nel settore televisivo da parte delle società RAI e RTI e delle rispettive concessionarie pubblicitarie, SIPRA e Publitalia '80, per il triennio 1998-2000.

L'Autorità ha accertato che, nel triennio in esame, le società RAI, RTI e Publitalia '80 hanno raccolto risorse economiche in misura superiore alla soglia massima del 30% prevista dalla legge n. 249 del 1997 (la Legge Maccanico), mentre la quota raccolta dalla società SIPRA è risultata inferiore a detta soglia.

In particolare, le quote raccolte dalle società risultano:

Quota di raccolta risorse ex art. 2, comma 8, lett. a) legge 249/97

1998 RAI 46,0% RTI 32,8%

1999 Rai 44,1% RTI 32,6%

2000 Rai 42,4% RTI 32,0%

Quota di raccolta risorse ex art. 2, comma 8, lett. e) legge 249/97

1998 SIPRA 20,0% PUBLITALIA '80 37,2%

1999 SIPRA 20,1% PUBLITALIA '80 37.0%

2000 SIPRA 19,7% PUBLITALIA '80 36,6%

In merito all'analisi del pluralismo, l'Autorità non ha riscontrato sostanziali variazioni rispetto all'analisi svolta dalla Corte Costituzionale, da ultimo con la sentenza n. 466 del 20 novembre 2002, che, per la televisione con tecnica analogica, ha rilevato come la ristrettezza delle frequenze disponibili abbia effetti ulteriormente negativi sul rispetto dei principi del pluralismo e della concorrenza.

L'Autorità ha, pertanto, deliberato di effettuare un formale richiamo alle società RAI, RTI e Publitalia'80 affinché non pongano in essere atti o comportamenti vietati dall'articolo 2 della Legge Maccanico in merito alla costituzione o al mantenimento di posizioni dominanti, riservandosi l'adozione dei provvedimenti deconcentrativi previsti dall'art. 2, comma 7 della Legge all'esito di:

a. un'analisi della distribuzione delle risorse economiche del settore televisivo negli anni 2001, 2002 e 2003; tale analisi, oggi avviata dall'AGCOM, sarà completata entro il 30 aprile 2004.

b. l'attuazione delle misure previste all'articolo 3, commi 7 e 9 della Legge - ovvero la cessazione delle trasmissioni in tecnica analogica terrestre di un canale della società RTI e la contestuale trasformazione di una delle reti RAI in emittente senza risorse pubblicitarie - attuazione che, in applicazione della sentenza della Corte Costituzionale n. 466/02, è prevista entro il prossimo 31 dicembre 2003".

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