Televisione
La fiction Rai in salsa Agrodolce
Poco più di un mese fa 'Agrodolce' era diventato un caso: sembrava che la Regione non volesse più investire risorse economiche nella fiction e avesse intenzione di negare i circa 13 milioni di euro di finanziamento. Lo stesso Antinoro non molto tempo fa in una lettera inviata all'allora dg Rai Claudio Cappon aveva chiesto "la necessaria e opportuna rivisitazione della convenzione tra Regione e Rai", di fronte ai 12,6 milioni di euro investiti nella fiction per ridare immagine alla Sicilia.
«Oggi - ha continuato Antinoro - inizia il percorso che porterà Termini Imerese ad essere al centro della produzione cinematografica siciliana. 'Agrodolce' rappresenta un valore aggiunto per la Sicilia e la Sicilia lo rappresenta ancor di più per 'Agrodolce'».
L'emendamento presentato da Antinoro (al quale erano contrari i consiglieri di opposizione) prevede che la Regione promuova la realizzazione e l'allestimento da parte di soggetti pubblici e privati, di strutture, spazi e centri dedicati alla produzione cinematografica ed audiovisiva e che favorisca l'accesso alle risorse previste nei programmi regionali per i settori produttivi ed in quelli statali ed europei. Inoltre, prevede che sia autorizzato l'assessore ai Beni Culturali, nel rispetto delle disposizioni comunitarie nazionali e regionali in materia di pubblici appalti, a sottoscrivere convenzioni per la realizzazione in Sicilia di opere cinematografiche e di audiovisivi con soggetti pubblici e privati operanti da almeno tre anni nel settore e che abbiano realizzato, nello stesso settore, nel biennio precedente alla data di stipula, un fatturato pari al 50% del valore della convenzione di affidamento.
L'individuazione delle opere cinematografiche e degli audiovisivi avviene tramite selezione pubblica affidata a tre esperti, che integrano il nucleo di valutazione previsto ed obbligatorio per legge. L'emendamento di Antinoro prevede che il 70% di ciò che si spenderà per le maestranze, gli attori e le comparse dovrà essere dedicato al personale che risiede almeno da due anni in Sicilia. Inoltre, i mezzi che serviranno per la realizzazione della fiction dovranno essere acquistati, sempre per il valore economico del 70%, in aziende con sede legale in Sicilia.
Gianni Minoli, che in questo mese ha sempre seguito il caso, dichiara che l'emendamento è giunto «proprio nel giorno in cui 'Agrodolce' si afferma come prodotto di successo, raggiungendo uno share dell'8,50 per cento e il picco di un milione e ottocentomila spettatori: un milione in più rispetto alla prima puntata. Non avevamo mai dubitato sulla volontà della Regione di continuare a finanziare la produzione. Ma i tempi della Televisione, naturalmente, fanno fatica a combaciare con quelli della pubblica amministrazione. Siamo comunque molto soddisfatti del risultato e della collaborazione. Adesso che questo scoglio è stato superato, possiamo già pensare con più serenità ad 'Agrodolce' del prossimo anno, in cui metteremo ancora più Sicilia e ancora più sicilianità».
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