La Frt perplessa sulle “Tv dei Comuni”

L’associazione radiotelevisiva esprime una serie di riserve e valutazioni piuttosto negative su alcune recenti iniziative di “canale civico” messe in piedi a Siena e ipotizzate a Roma.

Su alcuni recenti numeri del bollettino Frt "Radio & Tv notizie", costante fonte di interessanti informazioni sul nostro settore, va registrata, in particolare, una piccola "polemica" che segnala un problema indubbiamente esistente e che non può essere sottovalutato.

Sotto il titolo "Un caso unico: la rete civica di Siena: la Frt chiede approfondimenti al ministero" sono state dunque espresse alcune valutazioni degne di interesse sul complesso sistema multimediale messo in piedi a Siena e soprattutto, appunto, sulla rete civica (per i particolari si veda l'ampio articolo di Millecanali maggio). Vediamo che cosa scrive, dunque, il bollettino Frt:

"È l'unico caso in Italia di un Comune con un proprio canale televisivo e il secondo in Europa dopo Barcellona. Stiamo parlando di "RCS - Rete Civica Siena - Cable Tv" gestita, prodotta e diffusa via cavo da una società di cui unico azionista è il comune toscano. Un canale civico nato a Siena, "città d'arte" per antonomasia, ormai quasi interamente cablata anche per liberare i tetti cittadini da una selva di antenne, indubbiamente antiestetiche. Una cablatura della città importante anche a livello tecnologico, con finalità certamente lodevoli, che ha però causato seri problemi di ricezione e di sintonia alle emittenti locali. Con il sistema cablato - le trasmissioni via etere sono, di fatto, scomparse - tali emittenti, spesso collocate in una banda residuale, non sono ricevibili da tutti i televisori e sono state altresì sacrificate nella collocazione sul telecomando in favore di altri canali più forti commercialmente e politicamente (da ultimo Sat 2000).

Quanto alla programmazione del canale, questa dovrebbe riguardare esclusivamente servizi di pubblica utilità per i cittadini, ma in realtà la gran parte delle trasmissioni sono a carattere informativo (5 edizioni giornaliere di Tg) e di intrattenimento (eventi anche in diretta come concerti e spettacoli, documentari e, in passato, anche film). Tali programmi, certamente non "di servizio", pongono la rete civica in concorrenza con le emittenti commerciali (quantomeno quelle locali) non solo per quanto riguarda la programmazione di evasione, ma anche per quella a carattere informativo, dove rischia di crearsi un anomalo intervento del potere politico amministrativo nel delicato mondo dell'informazione.

Il tutto senza chiarezza sui contenuti del titolo abilitativo a trasmettere: esiste o noO

Siena è peraltro un caso a sé, ma la tentazione di una rete comunale "fai da te" con i soldi dei contribuenti, già molto presente nella mente di molti Presidenti delle Regioni, diventa assai pericolosa per lo svilimento del ruolo dell'emittenza locale nel rapporto con il territorio".

Su un numero successivo di "Radio & Tv notizie" si torna opportunamente sul tema a proposito di un'altra notizia:

"Dopo la rete civica di Siena la tentazione dei sindaci di dotarsi di una propria televisione finanziata dai contribuenti sembra essere arrivata anche nella Capitale.

Secondo "L'Espresso" il primo cittadino di Roma, Walter Veltroni, avrebbe commissio-nato a Chicco Testa (ex Presidente ENEL) un progetto editoriale, tecnologico ed econo-mico per varare una "Tv city" romana, un canale dedicato a tutto quello che succede in città.

Si tratta, in realtà, di un progetto i cui aspetti sono tutti da approfondire, anche perché, non consentendo la legge agli enti pubblici (tra cui i Comuni) di detenere un'emittente, il disegno dovrebbe essere quello di ricorrere alla disponibilità di palinsesto (quante oreO) di un'emittente locale legittimamente concessionaria. Viene inoltre da porsi anche qualche altra domanda: è giusto far finanziare dal contribuente una struttura particolarmente costosa per una programmazione dichiaratamente generalista e non solo di servizioO".

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