Televisione
La morte di Taricone. Un altro lutto: Roberto Levi
Mauro Roffi
01 Luglio 2010
Aveva capito Taricone, all'inizio simbolo di quella paccottiglia, che per non rimanere imprigionati in eterno in quella penosa dimensione, occorreva aprirsi ad altre esperienze, cercare qualcosa di diverso (anche faticoso) nel mondo dello spettacolo e ci si era applicato, non negandosi neppure alcuni aspetti autocritici, persino dal punto di vista politico. Alla fine la sua scomparsa è dispiaciuta a tutti, come quando muore un ragazzo simpatico che poteva ancora, crescendo, dare molto e (chissà) diventare persino molto bravo nel campo dello spettacolo, quello stesso in cui molto ha già dato e continuerà a dare la compagna Kasia.
Su tutt'altro versante dobbiamo segnalare, in queste ore, la scomparsa di Roberto Levi, anche qui ad un'età 'ingrata' (appena 52 anni), noto critico televisivo del 'Giornale', che non ha retto a una malattia respiratoria che l'aveva portato di recente a diradare gli impegni di lavoro per cercare rifugio a Bordighera. Un collega valido e serio, dallo stile brillante che per anni ci ha raccontato dal suo punto di vista il mondo televisivo, affatto condizionato dalla precisa caratterizzazione politica della sua testata. Un'altra persona che dispiace davvero di aver perso.
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