La morte di un giovane speaker radiofonico…

Sergio Ventriglia, un ragazzo di 25 anni che aveva intrapreso il lavoro di speaker in Radio, si è suicidato nel Casertano. Una morte che colpisce chi abbia a cuore non solo il mezzo Radio ma anche le giovani generazioni in genere.

Si è tolto la vita Sergio Ventriglia, venticinquenne di Curti (Caserta), speaker radiofonico (dai primi di aprile collaborava con successo con l'emittente casertana Radio Prima Rete); il cadavere è stato ritrovato nell'auto del fratello, ad ucciderlo sono state le esalazioni di anidride carbonica prodotte da un bracere che egli aveva portato con sè. Nella vettura la polizia ha trovato un bigliettino nel quale chiedeva scusa al fratello per il gesto compiuto. Scrive Il Mattino di Napoli: “Sulle ragioni, invece, che l'hanno spinto a togliersi la vita si possono, per quel che vale, formulare solo ipotesi”.

Eppure, il venticinquenne di Curti di talento ne aveva da vendere: aveva persino vinto un concorso nazionale indetto dalla Sisal per commentare da inviato la finale degli Europei Polonia-Ucraina 2012 tra Spagna e Italia dalla tribuna stampa dell'Olimpiysky Stadium di Kiev. Una prova che avrebbe messo in ansia qualsiasi giornalista sportivo.

Come insegnante e come giornalista esperto di Radio e Tv locali (così dicono) mi trovo molto spesso ad interloquire con i giovani che mi parlano dei loro problemi didattici e personali, che hanno un grande bisogno di essere ascoltati e di farsi ascoltare e la Radio è terapeutica, come credo lo fosse per Sergio, lo deduco dalle parole della collega (giornalista) Serena Li Calzi di Radio Prima Rete di Caserta:

"Sergio venne ospite nel mio programma a marzo: quando lo sentii al microfono capii che era un ragazzo speciale e lo proposi alla Radio. Non lo conoscevo, ma siamo diventati subito amici. Sergio era solare, gentile, meticoloso e professionale. Ma come tutti quelli della sua e della mia generazione viveva senza prospettive, con la consapevolezza di non poter costruire nulla di certo. E di questo soffriva molto. L'ultima volta che l'ho sentito al telefono, una settimana fa, mi ha confessato che era stanco, senza motivazioni».


Prima di approdare a Millecanali ho sempre lavorato in piccole Radio e Tv locali che mi hanno dato la possibilità di esprimermi liberamente, ma prima di approdare ad un grande gruppo editoriale (ringrazio Mauro Roffi) ho fatto tanta gavetta. Sono certo però (come mi disse Gianfranco Funari che incontrai proprio in una Radio locale molti anni fa) che la Radio sia stata per me terapeutica, un aiuto. Le Radio locali per tanti giovani della mia generazione (che ancora oggi fanno Radio e mi leggono), servirono per sfogarci, per comunicare (molti dei giovani di allora, oggi quarantenni-cinquantenni anche se non fanno più Radio sono rimasti nel mondo della comunicazione). Ma la Radio è stata soprattutto uno strumento per non stare in mezzo ad una strada, per non diventare, come mi disse Funari nel suo linguaggio colorito: "un drogato, un terrorista o un politico di merda" (eravamo alla fine degli anni '70, e a Milano c'erano il terrorismo e la droga). Sono passati tantissimi anni ma da quanto apprendo è cambiata la società (in peggio), non il mondo della Radio locali locali e il loro effetto terapeutico.

Quando muore un ragazzo di 25 anni non ci sono parole e io ne ho già scritte persino troppe. Non vado oltre. Rispetto il lutto della famiglia, dell'editore e dei colleghi di Radio Prima Rete, invito tutti (politici, docenti, operatori del mondo delle Radio, giovani e meno giovani) ad una riflessione. Invito tutte le Radio d'Italia a ricordare Sergio e a fare un minuto di silenzio. Come il grande Federico Fellini faceva dire a Roberto Benigni alla fine del film La voce della luna: “E se tutti facessimo un po' di silenzio, forse riusciremo a capire".

Mauro Roffi, Massimo Emanuelli e la redazione di Millecanali si associano al cordoglio dell'editore Enzo Gazzillo, della collega Serena Li Calzi, dei collaboratori dell'emittente e di tutti coloro che hanno conosciuto Sergio, ed esprime sincere condoglianze alla famiglia Ventriglia.

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