La protesta di Aeranti-Corallo e FRT

Promosso da Aeranti-Corallo e dall’Associazione Tv Locali FRT, si è svolto a Roma un incontro di protesta a difesa del pluralismo e della libertà di impresa delle Televisioni locali.

Una gran folla di “addetti ai lavori” saturava il grande salone della Residenza di Ripetta, a Roma, dove il 1° febbraio si è svolto un incontro, organizzato da Aeranti-Corallo e dall'Associazione Tv Locali FRT, finalizzato a rappresentare la protesta delle Televisioni locali contro le recenti norme che penalizzano il comparto specifico, cancellando il pluralismo e la libertà di impresa. Notevoli anche i capannelli di telecamere (e relativi operatori) che andavano a formarsi di volta in volta attorno ai singoli protagonisti dell'incontro, che erano: Marco Rossignoli, Coordinatore Aeranti-Corallo, Maurizio Giunco, Presidente Associazione Tv Locali FRT, Luigi Bardelli, Presidente Corallo, Filippo Rebecchini e Luigi Ferretti, rispettivamente Presidente e Consigliere Federale FRT. Non mancava, poi, un drappello di uomini politici, costituito da Paolo Gentiloni (PD), Enzo Raisi (FLI), Davide Caparini (Lega Nord), Vincenzo Vita (PD), Roberto Rao (UDC).
«Sono molto arrabbiato - ha esordito Rossignoli - e credo che tutto il settore lo sia, perché, dopo esserci battuti affinché tutte le locali diventassero operatori di rete e ottenessero un congruo numero di frequenze, assoggettate poi anche a una precisa numerazione LCN, ecco che i positivi risultati conseguiti sembrano di colpo vanificarsi.
Infatti, la legge 220 di Stabilità, del dicembre 2010, prevede che 9 frequenze (dal canale 61 al canale 69 UHF) delle 27 appena assegnate dall'AGCOM alle Tv locali vengano destinate ad operatori TLC per servizi a larga banda. La stessa legge contempla poi l'introduzione di ulteriori obblighi e adempimenti per gli operatori di rete locali, aprendo in pratica anche la strada al divieto per questi stessi di veicolare contenuti nazionali, con evidenti conseguenze negative in fatto di pluralismo e di concorrenza nel settore”.
«Non è seriamente pensabile - ha proseguito il Coordinatore - che, quando si tratta di assegnazione, alle locali spetti solo 1/3 delle frequenze, mentre nel caso di tagli o riduzioni delle frequenze medesime, la cosa debba riguardare al 100% soltanto le locali. Perciò, se si decide che 9 frequenze non sono più disponibili per impiego televisivo, 6 di queste devono essere tolte alle Televisioni nazionali, e solo 3 alle locali. Non ci può essere altra soluzione. Inoltre, dal momento che le locali sono autorizzate a svolgere anche il ruolo di operatori di rete, perché non possono impiegare proficuamente parte delle capacità trasmissive dei loro multiplex, supportando altresì servizi di comunicazione mobile a larga banda? Magari potrebbero fornire un corrispettivo economico allo Stato, considerando che questo sembra intenzionato a trarre profitto dalla cessione delle 9 frequenze».
Sempre a parere di Rossignoli, poi, occorrerà trovare con urgenza una soluzione politica alla questione, altrimenti con 18 frequenze (anziché 27) dedicate alle locali non si riuscirà nemmeno a realizzare il Digitale Terrestre nelle 10 regioni italiane dove deve ancora avvenire lo switch-off che, peraltro, Governo e istituzioni vorrebbero - illogicamente, secondo l'oratore - portare a termine addirittura entro dicembre 2011, con un anno di anticipo sul previsto.
Infine, Rossignoli si è detto molto arrabbiato sia per l'introduzione di sanzioni non proporzionate alle violazioni di legge in cui possono incorrere le locali, sia per la persistente assenza di una soluzione alla problematica inerente i diritti amministrativi e i contributi dovuti degli operatori di rete.
«Sono molto arrabbiato - ha precisato il Coordinatore - ma lo dico in tono pacato, perché non sono anche preoccupato. Non volevano darci le frequenze, e invece le abbiamo ottenute. Ora vorrebbero togliercele, ma sono sicuro che non ci riusciranno».
Tutti gli altri “attori” del convegno hanno condiviso in pieno le affermazioni di Rossignoli: da Maurizio Giunco, il quale ha detto che le recenti “manovre contro” rappresentano un vero e proprio attentato al sistema televisivo nazionale, a Luigi Bardelli, secondo il quale le Televisioni (e anche le Radio) di zona costituiscono oggi una ricchezza culturale venuta dal basso, tutt'altro che residuale; da Luigi Ferretti, che ha parlato di alcune iniziative tendenti a sensibilizzare il grande pubblico verso il problema delle locali (tra le iniziative c'è anche quella riguardante la partecipazione di esponenti del settore a trasmissioni come “Porta a Porta”, “Anno Zero”, “L'infedele” o “Ballarò”), fino a Filippo Rebecchini, preoccupato per il fatto che la “signora Maria di Trastevere” - probabilmente parente della più nota “casalinga di Voghera” - si trova oggi in enormi difficoltà a selezionare sul televisore le emittenti locali, avendo acquistato un decoder DTT un anno fa, quando la numerazione LCN non era stata ancora stabilita.
Ricordiamo che le registrazioni audio/video di tutti gli interventi sono disponibili al sito www.aeranticorallo.it (sezione “Galleria eventi”), alla voce “Incontro Aeranti-Corallo - Associazione Tv Locali FRT “Le tv locali per il pluralismo e la libertà di impresa”.

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