La Radio in America secondo Altman

Un programma radiofonico che va in onda da trent’anni e che raggiunge oltre quattro milioni di ascoltatori. È “A priarie home companion”, una trasmissione di musica country che Robert Altman ha scelto come soggetto per il suo ultimo bel film.

"A prarie home companion" è un programma radiofonico nato nel 1974 e che va in onda su 500 frequenze di radio americane, raggiungendo oltre 4 milioni di ascoltatori negli Stati Uniti. Il programma e i suoi personaggi sono ora diventati protagonisti di "Radio America", il nuovo film di Robet Altman.

Garrison Keillor è l'autore, ideatore e conduttore del programma, che nel film interpreta se stesso e conduce quella che nell'opera è l'ultima ipotetica puntata del programma. Infatti il teatro nel quale si svolge e dal quale viene trasmesso "A prarie home companion" viene (sempre nel film, ovviamente) smantellato e sostituito da un parcheggio. Il "tagliatore di teste" della compagnia incaricata di demolire il teatro è Tommy Lee Jones, mentre l'addetto alla sicurezza del teatro è il bravo Kevin Kline, che sembra fare il verso a Philip Marlowe.

Al Teatro Fitzgerald di Saint Paul, nel Minnesota, sono tutti pronti per andare in onda per l'ultima volta. Nel film, che rispetta il principio della coralità, che in Altman ha raggiunto i massimi livelli con "Nashville" (sempre imperniato sulla musica country), ci sono "veri" cantanti country, come i musicisti della "Guys All Star ShOE Band", e altri "finti", come Meryl Streep (che sembra abbia sempre cantato il folk) e Lili Tomlin, i due "vaccari del country" Woody Harrelson e John C. Reilly, la donna in bianco Virginia Madsen e l'assistente di scena Maya Rudolph.

C'è anche Tom Keith, che, interpretando se stesso, ci fa conoscere una figura professionale che il mondo dello spettacolo ha abbandonato da tempo: il rumorista.

L'ultima puntata di un programma che gli artisti avevano costruito anno dopo anno, non poteva comunque chiudersi senza sfoghi, imprevisti, fuori programma, tra un jingle e uno spot surreale, rigorosamente cantato e intonato sulle note della musica folk americana.

Come già detto, è un film corale, nel quale si mischiano l'ironia tipica di Altman, una certa malinconia, piccoli momenti di "giallo". Anche il modo in cui "l'angelo della morte" Virginia Madsen (un'ascoltatrice che è morta in un incidente d'auto mentre ascoltava proprio il programma di Keillor) colpisce è dolcemente ironico. Prima di "prendere" il vecchio Chuck, uno dei cantanti del programma, aspetta che quest'ultimo si metta a suo agio: si mette un disco della sua musica preferita e accende le candele per aspettare la sua "fidanzata".

Per Tommy Lee Jones, invece, ha in serbo una morte violenta, improvvisa: gli suggerisce una scorciatoia per l'aeroporto, una strada tutta curve e pericolosa.

Ma la sua morte non salverà il teatro e la trasmissione.

Un'ultima osservazione su questo film davvero da vedere, anche per i suoi rivolti mediatici di stampo americano: a dare la voce a Garrison Keillor è Roberto Pedicini e il direttore del doppiaggio non poteva probabilmente fare una scelta migliore.

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