La Rai degli esposti (in procura)

I presunti spot occulti denunciati da ‘Striscia la notizia’ in alcune puntate del programma “La vita in diretta” passano ufficialmente al vaglio della magistratura. Proseguono poi le polemiche dopo lo ‘scoop-denuncia’ del ‘Corriere della sera’.

Il direttore generale della Rai, Flavio Cattaneo, tramite l'avvocato Stefano Bortone, ha presentato venerdì un esposto nel quale si chiede di accertare i fatti indicati dal tg satirico di Canale 5 nelle puntate del 12, 13, 14 e 15 maggio.

La Rai ha chiesto alla magistratura il sequestro dei filmati interi utilizzati da 'Striscia la notizia' per montare i servizi andati in onda. Sulla presunta pubblicità occulta denunciata dal programma di Antonio Ricci la Rai sembra stia inoltre svolgendo degli accertamenti interni, dei quali viene dato conto nello stesso esposto depositato oggi a piazzale Clodio.

Da segnalare che la pubblicità occulta, inoculata dai canali Rai a inconsapevoli utenti avrebbe prodotto un danno per l'Erario di 400 milioni di euro in 4 anni e di 81 milioni solo nell'ultimo anno. Ad aver calcolato queste "belle" cifre (tutte da verificare, naturalmente) è stata IntesaConsumatori che, in un comunicato, ha detto che chiederà alla Corte dei Conti di indagare sulla vicenda e di chiedere il risarcimento a coloro che dovessero risultare responsabili dell'illecito e a quanti hanno omesso i dovuti controlli.

Tassativamente da riferire, poi, un comunicato della Rai in proposito del 20 maggio, che in sintesi ha affermato che a questo punto "non si potrebbe riprendere una gara di sport senza far vedere i marchi: (la cosa) sarebbe praticamente impossibile, tanto è vero che in questo caso si parla di pubblicità ''inevitabile'', come è stato riconosciuto dalla stessa Autorità per le Comunicazioni".

"La questione della pubblicità indiretta - prosegue il testo - è quindi la valutazione e l'interpretazione dei singoli casi, perchè ci sono regole ben precise che segnano il limite del lecito. È per questi motivi che la Rai ha avviato una ricerca che permette di avere tutti i dati a disposizione, dati da analizzare caso per caso e, se necessario, da approfondire con indagini interne. E questo spiega perchè l'articolo del ''Corriere della Sera'', presentando questi dati senza fare distinzioni, appare di tono scandalistico. Il lavoro di controllo viene fatto regolarmente, senza clamore, perché l'importante non è far scandalismo ma trovare il modo di intervenire sugli errori e dare direttive più stringenti per il pieno rispetto delle regole".

Paolo Conti, autore dell'articolo del 'Corriere' in questione, affermava che "un rapporto riservato interno di viale Mazzini certifica come la macchina della «pubblicità indiretta», ovvero clandestina, funzioni a pieno ritmo: il valore virtuale del giro di affari, in questa stagione televisiva, si aggira sugli 81 milioni di euro, ovvero più di 160 miliardi di lire. Il «fatturato», sempre virtuale, di quello che si può considerare un gigantesco raggiro ai danni dell'azienda di viale Mazzini e della concessionaria Sipra (e di conseguenza agli abbonati) è persino cresciuto rispetto alla stagione precedente, che aveva registrato una cifra di 73.903.000 euro".

"Si tratta - prosegue Conti - di pubblicità «indiretta od occulta» fatta di citazioni e inquadrature (volute) di marchi negli show, nelle fiction, nelle cronache sportive, nelle sfilate di bellezza. Ce n'è per tutti i gusti: sigarette, automobili, aziende alimentari, film in distribuzione nelle sale, firme dell'alta moda, abbigliamento sportivo".

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