“La Rai è un servizio pubblico”

Un’occasione per cambiare il servizio pubblico. Da un convegno in corso alla Triennale di Milano l’impegno per una nuova televisione. Domani l’intervento di Petruccioli.

Come comunica oggi l'Ansa, «è tempo che la politica avvii una riflessione seria sulla Rai per un ripensamento radicale del servizio pubblico e questo ripensamento dovrebbe partire da Milano. È questo lo spirito con il quale è stato organizzato alla Triennale di Milano il convegno 'La Rai è un servizio pubblico. L'impegno di Milano per una nuova Rai'.

Domani la giornata 'clou' con gli interventi (tra gli altri) del presidente Claudio Petruccioli, del presidente della Commissione di Vigilanza Paolo Gentiloni, di studiosi come Umberto Eco e Gianfranco Bettetini.

Ma già oggi nella prima giornata di lavori il convegno, organizzato dalla Provincia di Milano, ha posto al centro la questione chiave: i valori di fondo di un servizio pubblico devono essere i valori di fondo che caratterizzano un tessuto sociale. 'Perché le persone - ha detto il responsabile dell'ufficio Comunicazioni sociali della Curia di Milano, don Gianni Zappa - non sono 'clienti', non sono 'audience', ma sono, appunto, persone».

Nel sistema radiotelevisivo attuale siamo sicuri che vengano considerate taliO Quale tipo di relazione tra le persone il sistema televisivo oggi viene a generareO Sono queste le domande di fondo a cui il convegno vuole rispondere.

Nella giornata di oggi, alla quale hanno preso parte tra gli altri l'assessore alla Cultura della Provincia di Milano Daniela Benelli e lo studioso di comunicazione Franco Rositi, è emerso questo tema comune: se il servizio pubblico radiotelevisivo, e dunque la Rai, avrà mai la possibilità di essere davvero riformato, la politica deve fare un passo indietro. "Perché se i partiti - ha detto Daniela Benelli - saranno capaci di tagliare questo cordone ombelicale, non abbandoneranno la Rai a se stessa, ma le permetteranno di esprimere al meglio le sue potenzialità. Ad ogni passaggio di legislatura e di Governo si accendono nuove speranze. Possiamo sperare che si apra una nuova stagione animata da coraggio riformatoreO".

La risposta la può dare, appunto, solo la politica. Ma se mai questo avvenisse, è proprio partendo da Milano che la Rai potrebbe trasformare se stessa. Perché '"il rapporto tra la 'questione settentrionale' del servizio pubblico radiotelevisivo e il bisogno di un ripensamento radicale del modo di essere della Rai è più vincolante e profondo di quanto appaia. C'entra con il rapporto della Rai con il Paese".

È quanto ha detto anche don Zappa, sottolineando come sia necessario pensare a ''programmi che rispondano non solo alla curiosità, ma anche al bene delle persone. Forse sarebbe opportuno non eccedere nel proporre formati spesso importati, stereotipi in base ai quali gli immigrati sono sempre rappresentati come poveri. Purtroppo per servizio pubblico si intende troppo spesso servizio politico anziché servizio sociale".

Da questo punto di vista se l'azienda Rai fosse capace di ripensare se stessa partendo da un ripensamento della funzione e del ruolo di Milano, forse tutto il servizio pubblico avrebbe da beneficiarne. La risposta a questa questione sarà da affrontare nella giornata di domani alla presenza, appunto, del presidente Petruccioli».

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