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La Rai fa massiccio ricorso ai minispot per la Nazionale
"La direttiva comunitaria - spiegava la Reding - prevede che le trasmissioni sportive possano essere interrotte solo durante le pause definite "naturali" e nel calcio solo la pausa tra il primo e il secondo tempo è considerata in tal modo". "L'Italia - aveva a suo tempo aggiunto Christophe Forax, altro portavoce dell'UE - ha un'interpretazione differente della direttiva e considera naturali anche le interruzioni create da un giocatore che rimane a terra dopo un fallo. A nostro avviso questa non è un'interpretazione corretta".
Sta di fatto che le cose continuano ad andare in tutt'altro modo sulla nostra Tv. In questo quadro, la stessa recente partita della Nazionale di calcio contro la Finlandia, in onda su RaiUno, ha incassato una cifra record in termini di ascolto, poco superiore ai 9 milioni di telespettatori, con 8 minispot venduti nell'ordine dei 100/110 mila euro a seconda della durata, il tutto per far incassare alla Sipra e alla Rai circa un milione e mezzo di euro.
La fromidabile raccolta pubblicitaria è da accreditarsi, oltre che ai "moduli di vendita" Sipra, soprattutto al recente nuovo contratto Rai - Figc che, analisi della partita alla mano, ha trasformato l'incontro in un malloppone di due ore con interviste al Trap spalmate qua e là e pubblicità in ogni dove.
Senza dimenticare che il prime time, con tutta probabilità grazie più a "Striscia" che non alle mutate abitudini degli italiani, si è trasferito di colpo dalle 20:30 alle 21:00, orario in cui infatti ha avuto inizio l'incontro.
































