La Rai perde ancora sul “caso Santoro”

Il Tribunale di Roma ha respinto la richiesta della Rai di sospendere l’attuazione dell’ordinanza del giudice del lavoro Pagliarini sul ritorno in video di Michele Santoro. Il problema è sempre più pressante…

In una giornata al calor bianco sul piano politico, che ha visto il governo Berlusconi sull'orlo della crisi, sono insorte nuove complicazioni per la Rai sull'ormai annoso "caso Santoro". Il giudice della sezione Esecuzioni del Tribunale di Roma Federico Salvati ha infatti respinto la richiesta della stessa Rai di sospendere l'attuazione dell'ordinanza di giugno del giudice del lavoro Pagliarini sul ritorno in video di Michele Santoro, quella che stabiliva addirittura tempi e modi delle sue trasmissioni future nel palinsesto della Tv pubblica (si ricorderanno le perplessità espresse anche da noi sulla sentenza nell'occasione).

Attraverso una nota d'agenzia, i legali del giornalista, Domenico e Nicoletta D'Amati, ricordano peraltro che un altro ricorso dell'azienda è ancora pendente e sarà discusso il 17 luglio. In sintesi, comunque, si tratta del quarto giudizio favorevole a Santoro nella lunga disputa legale che vede contrapposti l'azienda televisiva pubblica e il giornalista e che ha acceso aspre polemiche anche negli ambienti politici.

Si può in ogni caso dire che si è rivelata perdente la strategia dell'azienda di non affrontare seriamente il problema (nel tentativo piuttosto evidente di rispettare di fatto la volontà di Berlusconi di non vedere più in onda Santoro in prime time): un tentativo maldestro che ha solo aggravato la situazione della Rai in questa ormai persino stucchevole vicenda.

"Con questa sentenza il Tribunale ha stabilito che l'ordinanza del giudice del lavoro era giusta" - ha detto Domenico D'Amati. Di diverso avviso l'avvocato della Rai, Matteo Dell'Olio, che in una nota (non molto convincente, per la verità, e redatta nell'evidente tentativo di "parare il colpo") sostiene che "la richiesta di sospensiva non è stata respinta per le ragioni rivendicate da Santoro. Al contrario, il giudice ha ritenuto non necessaria la sospensiva perché l'ordinanza in questione non determina modalità cOErcitive né tantomeno individua soggetti legittimati a sostituirsi alla Rai nella condotta attuativa".

Nel giugno scorso il giudice del lavoro Massimo Pagliarini - lo ricordiamo - aveva stabilito con un'ordinanza le modalità precise per il reintegro di Santoro in Rai, comprese la durata e la fascia oraria della trasmissione. La Rai aveva presentato due ricorsi al Tribunale di Roma contro tale ordinanza, sostenendo in uno - quello respinto oggi - che il provvedimento era lesivo della libertà d'impresa.

Nel frattempo qualcosa si è mosso su un altro piano e la Rai può ora opportunamente (e finalmente) rispondere alle tre proposte (fra cui una immediata, "estiva"), avanzate dallo stesso Santoro, su richiesta dell'azienda, a proposito di "ipotesi di trasmissione" da affidargli, assieme alla sua solita squadra (che pure Pagliarini aveva imposto di utilizzare, come in passato). Santoro, fra l'altro, ha fornito all'azienda un elenco di 34 persone da lui ritenute necessarie alla realizzazione dei suoi futuri programmi e ha anche formulato (cosa che ha un po' impressionato, in senso negativo) la richiesta di una macchina aziendale con autista.

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