Un discusso programma di Channel One
La Russia divisa da una fiction
Elena Romanato
01 Febbraio 2010
La regista di “Scuola” è la venticinquenne Valeria Gai Ciaganava, che ha già girato 40 episodi dei 60 commissionati. La Ciaganava sostiene di aver scelto di modificare il copione di base, per riuscire a raccontare gli adolescenti in modo verosimile, rappresentando le loro problematiche e il loro fare da ribelli. “C'era un copione di base - ha detto Valeria Gai Ciaganava - ma non mi è mai piaciuto. Insieme ai ragazzi abbiamo riscritto tutti i dialoghi. In un linguaggio vero, che è pieno di parolacce e di ingenuità ma che è il linguaggio degli adolescenti. Poi, insieme, abbiamo cambiato anche i comportamenti dei personaggi, a seconda di come i ragazzi si comporterebbero realmente in certe situazioni imposte dalla fiction”.
Le prime critiche sono arrivate dal deputato della Duma Vladislav Yurchik, che ha parlato di sabotaggio pianificato: infatti il il 2010 è stato definito dal Presidente della Russia, l'anno degli insegnanti. Ma l'accusa più forte è che la fiction darebbe una visione distorta della realtà e ingiusta nei confronti dei professori che insegnano agli studenti dei licei.
La serie è stata invece promossa da Irina Khomenko, capo del Dipartimento di Pedagogia e Psicologia del RSPU, che definisce “Scuola” una fiction che “mostra degli studenti molto veri”.
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