La scomparsa di Augusto Rembado

Un grave lutto ha colpito la redazione savonese de «La Stampa» e il giornalismo locale ligure. È morto, stroncato da un malore, Augusto Rembado, corrispondente di Pietra Ligure della ‘Stampa’. Aveva solo 59 anni e lascia la moglie Marina Beltrame e due figli, Serena e Gabriele. Augusto aveva iniziato il suo lavoro di giornalista negli anni ’70 ed era sempre stato molto legato al mondo della Radio ed in particolare a Radio Onda Ligure 101, della quale era direttore responsabile dell’area news.

Un ricordo di Augusto Rembado attraverso la testimonianza di chi lo ha conosciuto, di chi ha vissuto importanti rapporti di collaborazione professionale con lui e di chi è cresciuto al suo fianco, gli amici, i colleghi, è stato diffuso appunto su Radio Onda Ligure 101 attraverso le interviste di Luca Valentini.

Tantissime le testimonianze che si associano alle centinaia di messaggi postati attraverso la rete sul profilo facebook dello storico corrispondente de ‘La Stampa’ ma prima ancora de ‘Il Secolo XIX’. Ciascuno ha voluto esprimere con poche parole, l’emozione del momento, spesso tradita da quella stretta in gola che molti di coloro che lo conoscevano meglio non sono riusciti a trattenere.

Alessandro (Chicco) Garassini ha ricordato tra le tante qualità di Augusto Rembado il fatto che lui sia riuscito a rimanere un “giornalista libero”, sempre pronto, con la serenità e la gentilezza che lo contraddistinguevano, a tradurre con le parole giuste ogni evento, ogni situazione.

Un’altra toccante testimonianza è giunta da Sandro Chiaramonti, ex capo redattore de La Stampa, che ha scelto di evitare i tanti ricordi di carattere “professionale” concentrandosi di più sull’aspetto umano e famigliare di Augusto, straordinario padre e marito. Valori, quelli della famiglia, sui quali è tornato anche un amico dall’infanzia di Rembado, Fabrizio Fasciolo, che ha voluto ricordare come tra i due, con il trascorrere degli anni sia via via continuato anche un percorso comune che ha portato entrambi a sposarsi e avere dei figli e, come anche i discorsi siano cambiati di pari passo con gli eventi importanti della vita, dalle uscite un po’ “pazze” in gioventù, al dialogo inerente temi come i figli o le rispettive famiglie. Ricorda tra l’altro Fasciolo, anche i trascorsi da DJ di Augusto, quando si dilettava ad ascoltare ma anche a passare la musica che preferiva nel corso delle tante serate trascorse in un locale della “sua” Ranzi, alle spalle di Pietra Ligure.

Durante la giornata è intervenuto in diretta anche Carlo Scrivano, amico da oltre quarantanni di Augusto e, probabilmente l’ultimo ad averlo visto in vita, dato che insieme avevano deciso proprio martedì sera di intraprendere una di quelle lunghe camminate che Augusto amava fare spesso. Tutto questo solo un’ora prima del momento fatale.

La musica, la Radio, il giornalismo, tutte passioni trasformate spesso in realtà professionali importanti che è stato possibile ripercorrere insieme ai colleghi e agli amici di una vita di Augusto, quegli stessi che insieme a chiunque lo conosceva, a chi leggeva i suoi articoli, con la sua scomparsa hanno perso tantissimo.

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