La scomparsa di Claudio Demattè

Il noto economista, manager ed ex presidente della Rai nel periodo dei “Professori” era nato nel 1942 a Trento ed è morto nella notte a Milano per un malore. Era presidente della Banca di Trento e Bolzano.

Claudio Demattè, economista, manager ed ex presidente della Rai e delle Ferrovie dello Stato, è morto la notte scorsa a Milano in seguito a un improvviso malore. Era nato nel 1942 a Trento e attualmente era presidente della Banca di Trento e Bolzano (del gruppo Intesa).

Senza soffermarci sulle molte alte cariche ricoperte da Demattè nel corso della sua prestigiosa carriera e sulle sue grandi qualità di studioso, professore universitario e dirigente, ci limiteremo a ricordare il periodo in cui Dematté era stato al vertice della Rai, di cui era stato presidente dal 1993 al 1994.

Fu una stagione davvero breve, ricordata come quella “dei Professori”, che coincise con un periodo delicatissimo per l’intero Paese, quello delle inchieste di “Mani Pulite” che portò a una durissima lotta alla corruzione politico-economica e poi alla scomparsa di grandi partiti come la DC e il PSI. In quei frangenti la Rai visse un breve ma intensissimo periodo di inedita “libertà” dalla politica che portò al vertice persone nuove e non legate alle logiche dei partiti, come appunto Demattè.

La conseguenza fu una stagione di programmi nuovi, di esperienze esaltanti e svincolate da logiche politiche che sopravvissero pochi mesi ma che molti alla Rai e fuori ricordano ancora con rimpianto (altri invece, onestamente, con un certo rancore, perché magari all’epoca furono un po’ messi da parte).

Quella “dei Professori” fu una Rai nuova, anche e soprattutto dal punto di vista gestionale, che lasciava presagire grandi possibilità di creare una Tv pubblica diversa. Durò quel che durò, perché poi, alle elezioni del 1994, fu Berlusconi e prevalere, ricreando un partito e un’area moderata che si erano dissolti improvvisamente in Italia con il naufragio della DC, del Psi di Craxi e delle logiche del cosiddetto “CAF”.

Berlusconi a fine 1994 fu poi “disarcionato” da Bossi e Buttiglione, che gli tolsero la fiducia, e il presidente della Repubblica Scalfaro, dopo una lunga fase di incertezza, incaricò Dini di formare un Governo, che resse fino alle elezioni del 1996, vinte da Prodi.

I Professori (e Demattè) però nel frattempo erano già stati rimandati a casa, sulla base di una logica tutta politica che a Viale Mazzini era rapidamente tornata a prevalere.

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