Un ricordo di Daniele Piombi

Venimmo a contatto con lui per la prima volta all’inizio degli anni ’90 (o giù di lì), quando il collega Emanuele Bruno, nostro inviato nella sua Sicilia a seguire le ‘accattivanti’ edizioni dell’epoca del Premio Regia Televisiva, al suo ritorno in redazione, mi illustrò una sua idea ‘folgorante’: perché non provare a coinvolgere proprio lui, Daniele Piombi, già da molti anni famoso e ‘sulla breccia’ in Rai, in un Premio per le Tv locali che avesse possibilmente ‘pari dignità’ con gli analoghi riconoscimenti consegnati annualmente a quelle nazionali? Idea bellissima e da portare avanti, come infatti accadde. Un po’ a sorpresa, Piombi, da noi contattato a Milano, si mostrò disponibilissimo all’idea e venne anche a trovarci in redazione, per vedere se e come la cosa si poteva realizzare.

Non ci sembrava vero: non solo Piombi, che anche con le Tv locali lavorava e che quindi conosceva bene, ci promise la consegna dei nostri premi alla successiva edizione del Premio Regia, a Milazzo nel ’92, ma ci garantì la presenza in video, senza ‘penalizzazioni’, delle ‘nostre Tv’ nella serata finale sulla Rai. E come ulteriore gratifica ci inserì pure fra i giornalisti membri della sua ‘Accademia’, quella che assegnava i suoi premi nazionali.

L’infausta sorte poi volle che quella edizione del Premio Regia avesse luogo nel maggio ’92, proprio nei giorni in cui venne assassinato, con lo spaventoso attentato che tutti ricordiamo ancora benissimo, 25 anni dopo, Giovanni Falcone. La serata finale dello show si trasformò così, davvero all’ultimo minuto, in una specie di kermesse anti-mafia che vide accanto a Piombi, ancora una volta pronto a questa assoluta emergenza, Santoro, Costanzo e, in rappresentanza delle Tv locali, il nostro direttore dell’epoca, Sergio Sironi. Mai visto niente di simile in Tv…

 

La collaborazione fra ‘Millecanali’ e Piombi proseguì poi con le edizioni del Premio Regia a Giardini Naxos, memorabili anch’esse, fino alla ‘tragica edizione’ di Agrigento. Poteva essere bellissimo andare stavolta nella Valle dei Templi e dintorni ma forse perché la sede principale del Premio era stata fissata da Piombi dalle parti della famosa località pirandelliana Kaos, furono proprio il caos e la disorganizzazione a dominare quella edizione. Le Tv locali, stavolta confinate in un angolo e penalizzate a ogni livello, ci chiesero una inevitabile ‘rottura’ con quella manifestazione e il divorzio ebbe aspetti dolorosi e pesanti. Ancor oggi non so dire quanto quell’assurda situazione ad Agrigento fosse una scelta di Piombi o quanto l’avesse invece subita, per colpe, più che altro, altrui. Fatto sta che ci ripromettemmo di non abbinarci più a lui e al Premio Regia, che peraltro iniziò da lì in poi una progressiva parabola discendente, finendo confinato alla sola serata dei Premi nazionali, una volta l’anno.

A sorpresa, però, ritrovai Piombi pochi anni dopo e ‘galeotta’ fu ancora la Sicilia (un vero ‘destino’, evidentemente), perché nel frattempo ci eravamo abbinati anche ai premi per le Tv regionali, ideati a Catania dall’amico Nuccio Sciacca, unendoci un ‘premio locale e assieme nazionale’ a nostra cura, e lui ci propose a più riprese proprio Piombi come presentatore delle ‘mitiche’ serate dei Telefantini. All’inizio non aderimmo all’idea, ma poi la cosa ci sembrò invece possibile, sbolliti ormai i furori di Agrigento, e Piombi, impeccabile come sempre, condusse anche assieme a noi alcune ottime edizioni di questa manifestazione itinerante per la provincia di Catania.

Poi si passò ancora oltre (anche la ‘saga’ dei Telefantini ebbe una conclusione) ma ogni tanto lui ci telefonava in reazione, ringraziando per gli articoli interessanti che aveva letto sulla nostra rivista (la riceveva sempre puntualmente a casa, a Milano, e, come giornalista, la apprezzava molto), chiedendoci magari qualche consiglio e preannunciandoci la nuova ‘inevitabile edizione’ del Premio Regia, nel frattempo approdato a Sanremo e affidato a ‘nuovi presentatori’, anche se Piombi e il fido Gigi Vesigna sorvegliavano attentamente tutto dalla platea.

Una volta affidai all’amica Daniela Giglioli di Sanremo un’intervista ‘a cuore aperto’ a Piombi nei giorni del Premio Regia, all’Ariston, e lui scoppiò imprevedibilmente, alla fine, in lacrime, come ogni tanto gli capitava, proprio lui, così ‘precisino’e impeccabile sulla scena (e talora anche duro e capace di grandi ire quando qualcosa ‘non quadrava’), ma appunto uomo di imprevedibili tenerezze in privato.

 

Non poteva però finire lì, perché la sorte ci mise di nuovo lo zampino e l’amico Ilio Masprone, nel 2008-2009, provando a realizzare con noi una nuova edizione-show del nostro Premio per le Tv locali, ci propose da una parte Bibione come sede della serata finale e poi proprio l’amico Daniele Piombi come presentatore. Nel frattempo avevamo però coinvolto anche il bravo Moreno Morello nelle nostre iniziative e così ci parve utile prevedere, per quella serata del settembre 2009 a Bibione, una inedita ‘doppia conduzione’ Morello-Piombi. L’idea fu alla fine felice dal punto di vista dello spettacolo, anche se i due non potevano essere più diversi e la tensione fra loro, guardando bene, si coglieva facilmente.

 

Stavolta era finita davvero? Non poteva evidentemente essere così, perché solo poco tempo fa, all’inizio del 2015, Piombi mi chiamò nuovamente, a sorpresa, in redazione: era stato intervistato poco prima da un regista bolognese che voleva rievocare la gloriosa epoca della nascita e del progressivo sviluppo delle Tv private emiliano-romagnole e lui, emiliano come me, aveva ricordato volentieri il mitico programma ‘Ed è subito sabato’ di Telesanterno, che anch’io ricordavo benissimo. Piombi aveva fatto di più: aveva consigliato al regista, Fabrizio Colliva, di contattarmi a ‘Millecanali’, perché senz’altro “potevamo essergli utile”. Così mi ritrovai a ricordare gli anni’80-‘90 per quella bella produzione sulle Tv locali ‘dei tempi d’oro’, intitolata ‘Quelle antenne sui tetti’, che qualcuno avrà visto e (spero) apprezzato.

 

Negli ultimissimi tempi mi sono arrivate infine, sempre più flebili, solo notizie negative su Piombi: la caduta in casa, gli inevitabili acciacchi, poi forse il ‘colpo finale’ del 2016, quando la Rai, dopo una vita, gli negò senza molte spiegazioni il video per quel Premio Regia che, implacabile, Piombi voleva invece ancora portare avanti, un po’ solo contro tutti. È così finita male lo scorso anno per il Premio Regia ma, conoscendo Piombi, sapevo bene che lui non avrebbe rinunciato mai, perché si può senz’altro dire che ha voluto essere sempre tenace e coerente, davvero fino all’ultimo.

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