La scomparsa di Gianni Boncompagni

È morto a Pasqua Gianni Boncompagni, 84 anni, protagonista del mondo radiofonico e televisivo per molti anni, soprattutto (ma non solo) in Rai. Il suo nome per tanti ascoltatori radiofonici non più giovanissimi resta legato in maniera indissolubile a ‘Alto gradimento’, il programma ‘rivoluzionario’ che condusse per diversi anni in coppia con Renzo Arbore.

Rivoluzionario perché libero da tutte le ‘ingessature’ che fino a quel momento avevano caratterizzato la Radiofonia di Stato, ma anche ‘folle’, perché condotto all’insegna del più puro divertimento e dell’improvvisazione, ‘straordinario’, perché i compagni di viaggio erano altri due ‘meravigliosi pazzi’ come Mario Marenco e Giorgio Bracardi, ‘spregiudicato’ pure, perché andavano in onda per la prima volta parolacce e situazioni e tematiche che alludevano neanche troppo vagamente alla sfera sessuale.

Boncompagni, di natura piuttosto pigro e annoiato, con Arbore e la sua banda si divertiva davvero e per questo assieme a lui fu anche l’uomo di ‘Bandiera gialla’, il programma di RadioRai per i giovani che fu a sua volta simbolo di un’epoca.

Dopo tutto questo, venne la Televisione e, indimenticabile, il legame anche sentimentale con Raffaella Carrà; era l’epoca dei giochi con i fagioli nel vasetto e di ‘Discoring’, mentre Boncompagni si faceva vedere sul video anche con le sue tre figlie tre, Barbara in testa. In quegli anni, poi, Gianni scriveva anche importanti canzoni (‘Il mondo’ di Jimmy Fontana; ‘Ragazzo triste’ di Patty Pravo) ed era abbastanza al centro del mondo dello spettacolo leggero in Tv. Nato ad Arezzo, in Toscana, era anche considerato in Rai ‘in quota PCI’ ma la politica, alla fine, sembrava non appassionarlo più di tanto.

Gli piacevano le ragazze adolescenti, invece, anche proprio come semplice emblema della ‘bellezza della gioventù’, una passione su cui è nata una certa ‘letteratura’, probabilmente condita anche di alcune ‘leggende’.

Non fu leggenda invece il suo nuovo cambio di ‘paradigma televisivo’, che lo vide lasciare la Rai per Canale 5, dove si circondò di ragazze adolescenti in un programma che, come alcuni altri successivi, era di nuovo ‘basato sul nulla’, condotto, con maestria e sapiente uso del mezzo, all’insegna del puro divertimento e della assoluta ‘leggerezza’: quel programma, memorabile come pochi altri, era proprio, ironicamente, ‘Non è la Rai’ e la protagonista era Ambra Angiolini, come tutti ricorderanno. Boncompagni la guidava passo per passo via auricolare e anche qui si sprecarono commenti, critiche e ‘leggende’.

Boncompagni cercò poi di rifare quell’esperimento riuscitissimo anche in seguito, quando tornò in Rai, ma gradualmente si capì che qualcosa si era spento irrimediabilmente, che la ricerca del divertimento era per lui sempre più faticosa, che qualcuno non si accontentava più di vedere ragazzine sul video solo per ammirarne la giovane bellezza ‘in fiore’, che troppa ‘leggerezza’ non portava più, alla fine, da nessuna parte.

Meglio, molto meglio, ricordare il passato e così in diverse occasioni si sono visti anche di recente Boncompagni e Arbore rievocare l’epoca di ‘Alto gradimento’ e quella magica creatività. Che purtroppo per una parte importante si è spenta oggi con lui.

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