La scomparsa di Tonino Guerra

Vogliamo ricordare il grande poeta romagnolo scomparso questa notte, anche se non era un vero personaggio televisivo. Era però un grande uomo di “cultura semplice”, un formidabile sceneggiatore cinematografico e anche un vero ‘eccentrico’.

Di Tonino Guerra ho una conoscenza indiretta. Era il mio collega, Maurizio Brera, bravissimo fotografo milanese a conoscerlo. Maurizio mi raccontava spesso di quelle volte che era stato a Pennabilli, per dei servizi fotografici all'Orto dei frutti dimenticati, nato su un'idea di Tonino Guerra e realizzato nel 1990, o direttamente a casa di Guerra e di quando diceva al “maestro”: “Ma qui si è seduto Bernardo Bertolucci?”. E poi mi parlava del carattere amabile ma un po' scorbutico del maestro stesso, della moglie russa Lora, del loro rapporto.

Tonino Guerra è morto ieri, poco dopo aver compiuto 92 anni nella sua Sant'Arcangelo, in quella Romagna che tanto amava e che era alla fine riuscita a estendersi a Pennabilli e alla Val Marecchia, sottraendo la zona alle Marche.

Raccontare in poche righe la sua vita è impossibile. Era un uomo semplice, attaccato alla terra e in particolare alla sua terra, che ha arricchito di targhe, poesie lasciando un segno potente del suo passaggio. E di questa terra era il poeta indiscusso. Perché era anche un intellettuale, una figura strana di 'contadino colto' e di erudito che amava le grandi letture e i grandi approfondimenti.

Anche se non era un personaggio direttamente legato alla Televisione, ha poi sceneggiato i più importanti film della storia del cinema italiano, lavorando con artisti del calibro di Fellini (soprattutto; 'Amarcord' resterà per sempre nella memoria), Antonioni, Rosi, Monicelli, Anghelopulos, i Taviani, Elio Petri, Vittorio De Sica, Monicelli, Lattuada, Bellocchio, Wenders, Tarkovskij.

Spesso insegnava all'università di Mosca (la moglie è russa, appunto) e ultimamente pareva soffrisse del fatto di non poter più viaggiare come un tempo. Di lui restano, film, poesie, libri, apparizioni Tv e - dato che era anche un 'bastian contrario' che amava fare di tutto infischiandosene dei giudizi altrui - resta anche quello spot della UniEuro all'insegna dell'ottimismo, che lo rese famoso al grande pubblico.

Ma per me resta soprattutto il ricordo nelle parole del mio amico Maurizio.

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