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Diverse interpretazioni sulla decisione del Tribunale

La sentenza sul “duello pubblicitario Sky-Mediaset”

Mediaset non potrà più rifiutare le campagne pubblicitarie di Sky per favorire Mediaset Premium. Lo ha stabilito il Tribunale Civile di Milano senza però ordinare di trasmettere i relativi spot. Ora i due gruppi dovranno tornare a trattare.

29 Ottobre 2009

Il gruppo Mediaset - informa l'Ansa - «non potrà più rifiutarsi di trasmettere le campagne pubblicitarie di Sky per favorire il pacchetto a pagamento Mediaset Premium. Lo ha deciso la prima sezione civile del Tribunale di Milano che ha giudicato sul ricorso d'urgenza presentato da Sky Italia, nel quale la rete di Murdoch lamentava il fatto che i suoi spot non potessero più andare in onda sulle reti Mediaset, come deciso dal gruppo di Cologno Monzese il 31 luglio scorso. Il «pregiudiziale rifiuto» di Publitalia '80, la concessionaria di pubblicità del gruppo Mediaset, «ad accogliere e proseguire le campagne pubblicitarie di Sky Italia al solo fine di avvantaggiare l'offerta Mediaset Premium» è - scrive il giudice nel provvedimento - «espressione di un accordo anticoncorrenziale, con la società consociata titolare dell'offerta stessa».
Ciò però non vuol dire che Mediaset dovrà riprendere a trasmettere da subito gli spot di Sky. Il giudice spiega, infatti, che si tratta di una «inibitoria» che impedisce di proseguire nel comportamento anticoncorrenziale, ma che deve «mantenersi all'interno dei confini della giurisdizione ordinaria» e «non può risolversi in un ordine di immediata ripresa della fornitura pubblicitaria». E semmai, secondo il giudice, l'Autorità garante delle comunicazioni ad avere «il potere-pubblicistico» di adeguare «la situazione di fatto a quella di diritto».
Ora, quando le due parti riprenderanno a trattare e a stilare accordi commerciali, Publitalia, secondo quanto stabilito dal giudice, non potrà rifiutarsi di trasmettere la pubblicità del pacchetto Sky Italia, opponendo la concorrenzialità del prodotto per un eventuale rifiuto al passaggio degli spot. Per Sky, infatti, scrive il giudice, «l'accesso alla pubblicità sulle reti Mediaset in chiaro rappresenta una risorsa essenziale». Il mercato da considerare in questo caso, infatti, secondo il magistrato, «è quello dei servizi televisivi in chiaro, fruiti dai potenziali clienti di servizi a pagamento». E in una «situazione di sostanziale duopolio televisivo in chiaro», si legge ancora nel provvedimento, «il rifiuto aprioristico di uno dei due poli» a trasmettere le campagne pubblicitarie «finirebbe per determinare uno squilibrio immediatamente percepibile». Dunque, scrive ancora il magistrato, «precludere a Sky l'accesso ad un servizio essenziale» al fine «di ostacolare l'ulteriore penetrazione sul mercato dei servizi a pagamento» deve «ritenersi espressione di un accordo anticoncorrenziale».
Il Tribunale ha anche ordinato la pubblicazione del provvedimento, «per una volta, a caratteri doppi del normale, sui quotidiani La Repubblica, Il Corriere della Sera e Il Sole 24 Ore». Per quanto riguarda le spese legali, infine, il giudice ha deciso per la compensazione tra le parti».
Ed eccoci ai commenti su una sentenza che sembrerebbe dare ragione a Sky, anche se si evita un provvedimento esecutivo immediato per ciò che riguarda gli spot pubblicitari in questione. Ma Mediaset non la pensa così e ha espresso soddisfazione per la decisione del Tribunale Civile di Milano, un provvedimento «che non modifica la condotta seguita sino a oggi dalle società del gruppo». «Le pretese impositive di Sky Italia sono state respinte» e in particolare sono state respinte «la richiesta di ordinare a Mediaset di riprendere immediatamente la fornitura di spazi pubblicitari a Sky Italia, la richiesta di vietare a Mediaset la trasmissione di messaggi promozionali di Mediaset Premium sulle proprie reti e quella di un pagamento di 100.000 euro per ogni giorno di ritardo dell'esecuzione». Quanto al non poter opporre rifiuti pregiudiziali a campagne pubblicitarie di Sky Italia per avvantaggiare Mediaset Premium, Mediaset ha precisato: «Il comportamento richiesto è esattamente quello sempre seguito dall'azienda. Ne sono prova i 3.107 passaggi di spot Sky ospitati da Mediaset sulle proprie reti nel solo anno 2009».
Anche Sky si è detto soddisfatto dalla decisione del Tribunale di Milano, certo che adesso «si potrà riaprire una trattativa commerciale serena e costruttiva». Sky ricorda che era stata costretto «a rivolgersi al Tribunale di Milano anche in seguito ad una comunicazione ricevuta da Publitalia nella quale si affermava che “non sussistono obblighi/impegni di fornitura (da parte di Publitalia a Sky) successivamente al 5 settembre stante anche la concorrenzialità del prodotto oggetto di campagna rispetto ad analoghi prodotti commercializzati da società del nostro gruppo”».

Tag: News, Tv nazionali

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