La serie sulla violenza sulle donne su RaiUno

Una coproduzione Rai Fiction – Ciao Ragazzi per la “collana” di quattro film sulla violenza sulle donne vista da quattro registi diversi: la violenza tra le mura domestiche, lo stalking, la violenza psicologica, lo sfruttamento della donna.

Archiviate con successo le prime tre pellicole, il ciclo si chiude la settimana prossima con quella firmata da Marco Pontecorvo. La scelta dell'ammiraglia Rai di dedicare la prima serata alla violenza sulle donne con fiction di qualità, pur arrivata dopo rinvii e polemiche (anche in Parlamento), ha premiato in ascolti.
Il primo film-tv, “Troppo Amore”, andato in onda il 27 marzo e diretto da Liliana Cavani ha avuto 4.922.000 telespettatori e uno share del 18,14%; il secondo, “Ragazze in web” firmata da Marco Pontecorvo, ha fatto 4.478.000 telespettatori, share del 15.77%; “La fuga di Teresa” firmata da Margareth Von Trotta , in onda ieri sera, ha registrato un ascolto di 4.794.371, 16,69%. I film sono sceneggiati da Andrea Purgatori, ad eccezione di 'Troppo Amore', la cui sceneggiatura è stata firmata da Angelo Pasquini, Roberto Tiraboschi e Liliana Cavani.

La fiction di ieri sera, “La fuga di Teresa”, giocata su flash back e rincorrersi di ricordi, in un'atmosfera angosciante come quella che vive la protagonista e nella quale lo spettatore si sente immerso, con una serie di enigmi che si svelano mano a mano con lo sviluppo della storia, ha lasciato ampio spazio alla coralità dei personaggi. La Von Trotta, infatti, ricostruisce la violenza su Laura, morta suicida, vista dagli occhi delle figlie Teresa e Marta, di un commissario e di una psicologa della polizia. Questi inizieranno ad avere dubbi sulla morte di Laura, in un primo momento considerato un incidente stradale, avvieranno le indagini in seguito alla fuga di casa della quindicenne Teresa, in eterno conflitto con il padre e la prima a capire le cause del suicidio della madre.

Teresa (Nina Torresi) tornata da un collegio in Svizzera non si rassegna all'idea che la madre Laura (Stefania Rocca) si sia suicidata e vuole capire cosa si nasconda dietro il gesto estremo, a differenza di suo padre (Alessio Boni), medico stimato, uomo freddo e severo, che invece non sembra interessato a scavare sulla morte della moglie. In Teresa i ricordi affiorano lentamente, mentre la sorellina minore Marta rivive tramite i suoi incubi, rivelandoli alla sorella, le violenze sulla madre (vittima anche e soprattutto di violenze psicologiche) alle quali ha assistito inerme e di nascosto.

Non andiamo oltre con la trama, sottolineando invece il valore generale dell'operazione, fortemente voluta da Claudia Mori con la sua Ciao Ragazzi.
“Mai per amore” è infatti una coproduzione Rai Fiction - Ciao Ragazzi, una collana di quattro film per riflettere e approfondire un tema scottante e, purtroppo, sempre di grande attualità. Dietro la macchina da presa tre grandi registi per un cast di alto spessore artistico.
È un ciclo di tv-movie per cercare di scoprire le logiche, le cause, le distorsioni e le aberrazioni mentali che portano troppo spesso, ancora oggi, a considerare le donne corpi da usare, da sottomettere e da “possedere” al pari degli oggetti. Quattro episodi per raccontare quattro storie che rappresentano risvolti differenti di queste violenze e per cercare di esplorare, per quanto possibile, la mente di chi le perpetua.

La collana prende il titolo dal brano “Mai per amore”, scritto e cantato da Gianna Nannini, che fa da colonna sonora ai quattro film.

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