La situazione dei media arabi

In una recente conferenza a Dubai il mondo arabo dell’informazione ha parlato della situazione dei media; grande assente era Al Jazeera. Un settore complesso e pubblicitariamente ancora poco attraente, nonostante l’ampio bacino di pubblico che raggiunge.

Lo scorso 21 dicembre a Dubai giornalisti e personaggi dei media di tutto il mondo arabo (ma anche provenienti da Europa, USA, Cina e India) si sono riuniti all'hotel Madinat Jumeirah per l'"Arab and world media conference 2005", organizzato dal Dubai Press Club.

Fra i partecipanti all'incontro, 'brillavano' tutte le reti del gruppo Mbc, compresa la Tv all news Al Arabya, la pay-tv Orbit o i canali musicali di Rotana, indirettamente legati alla casa reale saudita; non era invece presente Al Jazeera, la più nota fra tutte le Tv arabe.

Secondo i critici questa assenza la diceva lunga sullo stato attuale dei media arabi. Questi, infatti, sono in buona parte controllati (direttamente o indirettamente) dall'Arabia Saudita, che gestisce buona parte dei flussi pubblicitari sulle reti in questione. Non a caso la pubblicità sul Al Jazeera, l'unica ad avere e trasmettere i messaggi-video di Osama Bin Laden, saudita nemico della famiglia reale, è minima. Ma va anche detto che il mercato pubblicitario dei media arabi, pur raggiungendo potenzialmente milioni di spettatori non è ancora considerato appetibile dai grandi investitori, specie quelli occidentali. Non esiste un organo ufficiale che permetta di rilevare l'audience degli ormai molti media televisivi di questa zona del mondo e anche questo è un aspetto estremamente penalizzante. Ne è una dimostrazione il fatto che gli uomini dei mass media arabi, come Al Waleed, preferiscono investire nei media occidentali.

D'altra parte i media arabi vengono considerati più uno strumento politico che un mezzo per fare business. Basta dare un'occhiata agli ultimi avvenimenti che riguardano alcuni media del Medio Oriente.

Nell'Iran del conservatore Ahmadinejad la televisione pubblica iraniana lancerà un canale d'informazione in lingua inglese per contrastare "la propaganda e la manipolazione dei media occidentali". La Tv pubblica iraniana trasmette già alcuni notiziari in lingua inglese e ha il canale satellitare in lingua araba al-Alam, che trasmette solo notiziari.

Intanto il canale satellitare Saba, fondato da Mehdi Karrubi, che alle elezioni dello scorso giugno era uno dei principali rivali del presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad, è stato dichiarato illegale dal Governo.

Un'altra zona calda è quella israelo-palestinese. Recentemente Al Arabya ha denunciato il divieto imposto dalle autorità israeliane al suo corrispondente Bassem El Jamal di recarsi nei territori palestinesi. Al giornalista, con passaporto britannico e famoso per alcuni servizi sul muro che separa Israele dai territori palestinesi e per un'intervista a uno dei membri delle brigate Al-Aqsa, era già stato vietato di entrare in Cisgiordania altre volte: due per motivi di sicurezza e una per presunti "contatti con gruppi ostili".

Pubblica i tuoi commenti