La Tv che va e quella che resta

Le modalità di consumo televisivo cambiano continuamente e repentinamente.  Tra gennaio e novembre 2015 un milione e mezzo di persone ha utilizzato ogni giorno la modalità Vosdal, ovvero la visione in differita di un programma lo stesso giorno della sua messa in onda. In due anni gli utilizzatori del Vosdal sono cresciuti del 37%.

Un altro modo per costruirsi una visione televisiva a proprio uso e consumo è il Tsv (Time Shifting Vieving): Auditel lo misura sino a sette giorni successivi alla messa in onda. In Italia ogni giorno una media di 1,3 milioni di persone guardano una trasmissione andata in onda nei sette giorni precedenti, l’incremento sul 2013 è del 25,5%, e tra gennaio e novembre di questo 2015, la modalità Tsv è stata utilizzata da 14,4 milioni di persone. Il 25% della popolazione italiana guarda già in differita la televisione sul televisore.

Vi sono poi le altre forme di consumo televisivo. Non sono misurate, né ancora davvero misurabili con metodiche soddisfacenti: la visione su Pc, su Smartphone e su Tablet. Vi è la scelta on demand e alcuni dei nuovi entranti nel mercato tv non hanno necessità di conoscere i propri ascolti, sanno esattamente chi è connesso e cosa guarda, e, al momento, non prevedono inserzioni pubblicitarie. Non sono quindi interessati a far conoscere i propri dati.

Vi sono poi le tentazioni ad uscire dalla televisione sul televisore per usare l’apparecchio come schermo di navigazione in rete. Si vendono e si venderanno sempre più Smart Tv e un numero sempre più alto di famiglie le connetterà. A novembre 2,5 milioni di persone hanno seguito programmi televisivi da un televisore connesso alla rete; il tempo dedicato alla Tv da chi possiede una Smart Tv connessa è di un’ora e mezzo inferiore rispetto a chi ha un vecchio televisore. Sta meno davanti al televisore o lo usa per altro? È una delle tante domande alle quali un Auditel 3.0 dovrà rispondere.

Tuttavia l’industria televisiva non nacque per ritrasmettere pellicole, la sua forza consisteva nel poter essere in diretta come la Radio ma con le immagini in movimento. La tragicità di questo periodo riporta in primo piano la televisione in diretta e accentua le responsabilità di chi quegli eventi racconta.

There is one comment

  1. Corrado Vada

    La televisione è come un pranzo a cui si partecipa con varie vivande ; la diretta è il primo piatto ma se diretta si intende informazione, la differita o on-demand è il “secondo” fatto di proteine e serie dal gusto americano , lo sport è il dessert che ami gustare in pace in diretta …… i mutamenti dello stile di vita non si discostano di molto da si sceglie in Tv come descritto sopra .
    Ci sono valanghe di telespettatori che amano le serie tv anche in replica o on.demand ma non ci sono persone che gustano una partita in replica sapendo già il risultato.
    Al di la dia quanto dice Siliato la televisione ha perso il suo fascino per una qualita sempre piu scarsa e poco appetibile ….se togli lo sport , e qualche film in prima visione il resto è noia ( vedi “una poltrona per due ” in onda per la 400° volta

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