La Tv italiana modello da evitare per i canadesi

Schierandosi contro una fusione all’interno del loro Paese, tre società canadesi citano l’Italia come ‘cattivo esempio’ di concentrazione nel campo dei media e della Televisione.

L'Italia é usata come modello negativo in una campagna pubblicitaria organizzata da tre societá multimediali canadesi contro l'acquisto di Astral Media da parte di Bell Canada.
In un annuncio pubblicitario pubblicato sui principali giornali canadesi, le tre societá - Cogeco Cable, Eastlink e Quebecor - fanno notare che Bell Canada giá possiede Ctv (il principale network Tv commerciale in Canada) e reti come Discovery Channel e MuchMusic. Con l'acquisto di Astral Media, Bell Canada controllerebbe altri 5 grandi reti Tv ed una miriade di piccole.
L'annuncio poi afferma che, Permettere ad una sola societá di ottenere una tale posizione dominante, porterebbe il Canada nella direzione di Paesi come Italia, Brasile e Messico.

Bell Canada é una societá con sede a Montreal, quotata in Borsa con entrate annue di 18 miliardi di dollari canadesi, che opera nel campo della telefonia (fissa e mobile), Tv satellitare (BellTv), banda larga (Bell Internet) e media (Bell Media, oltre a Ctv, controlla 30 canali Tv, 35 stazioni radiofoniche ed il 15% del principale quotidiano canadese, 'Globe and Mail').

Bell Canada ha proposto di acquistare Astral Media per 3,38 miliardi. La societá, anch'essa quotata in Borsa e con sede a Montreal, possiede 2 stazioni Tv via etere e 18 canali Tv di nicchia (inclusi i principali canali Tv a pagamento), oltre a 83 stazioni radiofoniche e ad Astral Media Outdoor (billboard). I dati piú recenti indicano che Astral fattura annualmente 961 milioni di dollari.

Le tre societá che attivamente si oppongono all'acquisto hanno anche reso pubblica una lettera inviata al Ministro delle Telecomunicazioni, James Moore, nella quale l'Italia viene indicata come il primo esempio da far evitare al Canada.
In un grafico intitolato 'G8 Market Concentration in Television Broadcasting' al primo posto figura l'Italia, indicando Mediaset Group con il 45% del 'market share'. Segue il Canada post-acquisizione Bell-Astral con il 37.6% (pre-acquisizione, Bell Media controlla il 28.6%).

I dati per l'Italia provengono da uno studio del 2007 della Crtc, l'autoritá delle telecomunicazioni canadese.
La lettera accusa Bell Canada di attuare giá pratiche anti-competitive che si accentuerebbero incorporando Astral.

Le tre societá che si oppongono all'incorporo operano tutte nel campo multimediale: Quebecor, la principale, con entrate annue di oltre 9,8 miliardi, è operativa nel campo broadcast, editoria e Tv cavo; Cogeco, che come Quebecor ha sede a Montreal, genera entrate di 747 milioni ed é principalmente un operatore Tv cavo e proprietaria di alcune stazioni Tv; Eastlink, la piú piccola delle tre con entrate di 310 milioni e sede ad Halifax, é un operatore Tv cavo che offre telefonia e canali Tv digitali.

Secondo uno dei tanti annunci creati dal gruppo contestatore, la fusione di Astral con Bell potrebbe costringere il consumatore ad acquistare servizi non necessari per ottenere quelli desiderati. I costi verrebbero aumentati a dismisura, la produzione nazionale di programmi televisivi verrebbe diminuita e le tariffe pubblicitarie aumentate.

Nella foto, l'annuncio pubblicato sulla stampa canadese che cita l'Italia come esempio da evitare.

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