Millecanali

La Tv protagonista della campagna elettorale

“Non può che essere la Rai la sede naturale del confronto tra Luigi Di Maio e Matteo Renzi. Così come di tutti i confronti che dovrebbero riguardare i leader delle altre forze politiche in occasione della prossima campagna elettorale”.

L’hanno scritto invano in una lettera al presidente della Commissione di Vigilanza, Roberto Fico, i consiglieri Rai Guelfi, Borioni, Siddi, Diaconale, Freccero e Mazzuca, per una volta tutti d’accordo sul tema dell’improvviso confronto tra il segretario PD e il candidato premier del M5S, che ha suscitato l’interesse di diverse reti e trasmissioni, in primis proprio della Rai.

Poi si era però appreso che i Cinquestelle (magari non Fico in prima persona), insensibili agli appelli, avevano scelto invece La7 e in specifico Giovanni Floris di ‘Di martedì’ (Renzi si era in qualche modo dovuto ‘adeguare’, a quanto pare). Sembrava un grande regalo per Floris e anche per l’editore Urbano Cairo, mentre la Rai doveva incassare anche questo colpo.

A salvare la situazione è però venuto il forfait improvviso di oggi, lunedì 6 novembre, di Di Maio, che ha disdetto il duello, sostenendo che Renzi, dopo le elezioni siciliane, non è più un leader con cui confrontarsi. Altre voci poi lo vogliono domenica ospite da Fazio su Rai1; insomma, cambia tutto e qualsiasi sospetto, anche fantatelevisivo, diventa possibile.

Ma per la Rai dopo l’abbandono prima di Zoro (ora su La7) e poi di Milena Gabanelli, magari non estraneo a sua volta al clima incombente di campagna elettorale, c’è anche in agguato l’arrivo, proprio domenica prossima, sempre sulla lanciatissima La7, di un altro ‘grande ex’, Massimo Giletti, in diretta competizione con Fazio Fazio (e dunque con Di Maio…). E Giletti, infierendo, ha chiamato pure il programma ‘Non è L’Arena’…

Infine, un altro ‘luogo privilegiato’ del dibattito politico è sicuramente, spesso, ‘Otto e mezzo’, il programma quotidiano di Lilli Gruber, naturalmente su La7. Forse, anzi, solo Lucia Annunziata riesce oggi a reggere il colpo con ‘Mezz’ora in più’ (non a caso il programma domenicale è stato allungato), in onda però su una Raitre che ha un’intera identità da ricostruire.

Quanto a Vespa, non sembra più essere al centro dei pensieri dei leader politici italiani ed è finito a sua volta nel mirino di Fico, prima discussione di una serie che sicuramente si dipanerà di qui alle imminenti elezioni politiche, con i talk-show, al solito, al centro delle polemiche, anche per l’incerta identità dei suoi conduttori (sono giornalisti o showmen e, se seguono la campagna elettorale, a chi devono renderne conto?).

 

La Tv, ancor oggi più di internet e dei social, promette di essere la protagonista assoluta di questa campagna elettorale convulsa ormai cominciata, che di qui a marzo (mese probabile per le elezioni) riserverà sicuramente ogni genere di sorprese e colpi più o meno bassi fra i contendenti, con garanzia di polemiche a non finire.

E se Santoro, ormai, sembra fuori scena per scelta, Sky riuscirà a tornare in partita, allestendo magari i seguiti duelli politici di un tempo? Si ha anche qui un senso di ‘minor centralità’ del gruppo nel dibattito politico odierno, mentre la nuova arrivata Discovery a tutt’oggi ha solo Crozza (fra l’altro presente anche da Fazio su Rai1 il lunedì, forse grazie alla potenza di Caschetto) per suscitare polemiche e divisioni sul fronte strettamente politico.

Naturalmente, in tutto questo, c’è anche un altro grande protagonista sul fronte televisivo da considerare ed è Mediaset, ma, a parte la questione Vivendi, a tutt’oggi si ha l’impressione che non sarà ‘centrale’ nella fase pre-elettorale. A penalizzare il gruppo non sono solo le scelte prettamente da Tv commerciale, relativamente interessata al tema dell’informazione (nonostante ‘Striscia’ e ‘Le iene’), ma palesemente proprio quel conflitto d’interessi che un tempo fu un clamoroso (anche se contestatissimo) ‘vantaggio’.

Lo si è visto con la decisione, forse ‘inevitabile’, di mettere l’intervista di Maurizio Costanzo al redivivo Silvio Berlusconi, all’ennesima resurrezione, in prima serata su Canale 5. Tutto come un tempo, come se gli anni non fossero passati né per l’uno né per l’altro. Ma forse sono passati per il pubblico, tanto che il programma giovedì ha interessato solo l’8.7% dei telespettatori.