La Tv via sat e i suoi rischi

Ecco alcune riflessioni di Giorgio Marsiglio sui rischi insiti in alcune tecnologie, come il satellite o internet: tutto può essere ‘cancellato’ facilmente e completamente, senza nessun riguardo per la libertà d’informazione. Il caso delle OM.

Ecco cosa ci ha fatto pervenire Giorgio Marsiglio, del sito 'Il diritto al radioascolto', da Valdobbiadene (Treviso):

“Il recente oscuramento del canale satellitare della Televisione della Repubblica di San Marino (presa in mezzo da azioni di disturbo effettuate, così sembrerebbe, dalle autorità iraniane contro trasmissioni occidentali rivolte alla nazione persiana) ha reso reale un pericolo dai più sottovalutato: le comunicazioni satellitari - come, peraltro, quelle mediante la rete internet - hanno sì il pregio di essere molto agevoli nelle fasi di trasmissione e di ricezione, ma recano in sé il gravissimo difetto di poter essere spente in un sol colpo solo lasciando muti centinaia di migliaia di ricevitori.
Le nuove tecnologie della radiodiffusione sonora e televisiva stanno progressivamente smantellando le antenne ripetitrici poste sulle cime di montagne o di grattacieli, con la conseguenza che in un futuro oramai vicino i cittadini saranno costretti a ricevere le trasmissioni radio e tv solo dallo spazio (o via internet, anch'esso però interessato in parte da servizi satellitari).

A chi, con amabile ironia, potrebbe considerarmi un emulo di quel Ned Ludd che in piena rivoluzione industriale inglese andava con i suoi seguaci a fracassare i primi telai meccanici, ricordo che per un nemico in guerra (anche semplicemente fredda, come abbiamo visto nell'episodio che colpito indirettamente San Marino) o per un dittatore sarà d'ora in poi facilissimo lasciare senza alcuna informazione un'intera popolazione e per di più contemporaneamente, anziché una sola parte di essa come sarebbe accaduto invece in una realtà con tante antenne sparse sul territorio (magari negli Stati confinanti) e difficili da raggiungere.

Una realtà tecnologica, quella della pluralità di antenne, che in Italia la Rai sta velocemente abbandonando con lo smantellamento delle proprie stazioni in Onde Medie, lasciando così sguarnito un territorio non sempre raggiungibile dalle emissioni in modulazione di frequenza o da internet; onde medie (ove si può ancora ascoltare Radio Capodistria) invece, che - pur con un segnale meno pregiato di quello ricevibile con gli altri mezzi - erano state fino all'anno scorso oggetto di trasmissioni sperimentali da parte di associazioni o di imprenditori, subito però colpiti dal maglio della Polizia postale inviata dal Ministero dello Sviluppo Economico.
Ministero il quale, forte di leggi miopi ed illegittime costituzionalmente, ha proceduto a sequestrare gli impianti radio e a denunciare i “pirati” radiofonici all'autorità giudiziaria.

Si sta ripetendo quanto nel 1976 accadde con le Radio libere in modulazione di frequenza, ma questa volta la Corte Costituzionale forse non potrà arrivare in tempo; unica speranza, almeno per il momento, dalla Commissione Europea, presso la quale è stata depositata una richiesta di apertura di una procedura di infrazione comunitaria contro l'Italia”.

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