Millecanali

L’Agcom: per la scadenza del 2022 prosegue la collaborazione con il Governo

Ha suscitato un po’ di subbuglio giovedì 9 novembre una notizia dell’agenzia Reuters Italia che, attribuendo le informazioni a una ‘fonte dell’Autorità’ (evidentemente interna all’organismo) e in relazione alla scadenza parlamentare per la presentazione degli emendamenti alla Legge di Bilancio, informava di quanto segue:

 

“L’Agcom ha chiesto un incontro urgente con il governo per sollecitare una modifica alla norma che in Finanziaria definisce la liberazione delle frequenze per la gara 5G. L’Autorità considera la norma “farraginosa e confusa” e lamenta, tra l’altro, errori nei criteri di conversione della capacità trasmissiva che hanno generato una sovrastima dei costi d’investimento.

Le frequenze liberate andranno a gara nel 2018. Dall’approvazione della norma sono previsti introiti per lo Stato pari ad almeno 2,5 miliardi. Quanto ai costi della manovra, sotto forma di indennizzi e rimborsi per investimenti alle emittenti televisive che dovranno rinunciare a parte delle frequenze, ad oggi è previsto un valore pari a circa 700 milioni.

La riscrittura della norma secondo le indicazioni dell’Agcom potrebbe ridurre i costi dello Stato e i costi di conversione. Essa non avrebbe effetti sul mercato delle telecomunicazioni ma consentirebbe un processo più ordinato di assegnazione a Rai, Mediaset, Persidera e alle locali.

La (nostra) fonte ha segnalato ‘confusione nel trattamento paritetico di Tv nazionali e locali, indeterminatezza dei criteri di indennizzo per la rottamazione delle frequenze, mancato superamento della riserva di un terzo della capacità trasmissiva ai soggetti titolari di autorizzazione alla fornitura di contenuti destinati alla diffusione in ambito locale’”.

 

A quel punto l’Agcom, nella serata di giovedì, ha ritenuto opportuno precisare le cose con un comunicato stampa, che tuttavia – ci pare – smentisce solo parzialmente le notizie della Reuters. Eccone il testo:

 

“In relazione a notizie di agenzia, Agcom smentisce le dichiarazioni attribuite a non meglio precisata “fonte dell’Autorità” e chiarisce che questa mattina sono proseguiti presso il Ministero per lo Sviluppo Economico i lavori del tavolo tecnico Mise-Agcom – iniziati diversi mesi addietro – volti a definire la liberalizzazione delle frequenze per la gara 5G. L’incontro è stato finalizzato al coordinamento dei passaggi tecnici ed operativi, anche al fine di ottimizzare nel testo le competenze che l’articolo 89 del disegno di legge di bilancio attribuisce all’Autorità. L’articolato impone, infatti, un cambiamento generale delle regole del sistema delle frequenze al quale l’Autorità ed il Ministero stanno lavorando congiuntamente da tempo, allo scopo di garantire la miglior transizione possibile tanto per gli operatori dei settori interessati che per tutti i cittadini”.