L’aggressione in trasmissione a Telenord

Inqualificabile episodio, qualche giorno fa, nella nota Tv ligure. Un gruppo di presunti tifosi sampdoriani fa irruzione in studio e aggredisce i giornalisti presenti. Un sintomo di un clima (sportivo?) inaccettabile a Genova.

La trasmissione era, ironicamente, “Forever... Samp”. Chi l'avrebbe mai detto? La trasmissione in diretta era agli sgoccioli. Saluti di rito nello studio di Telenord, in via XX settembre, in pieno centro cittadino e a pochi passi da Piazza De Ferrari, nel palazzo dove ha sede anche 'La Repubblica' di Genova ('Il Lavoro'). È tardi, dopo le 23.
La conduttrice, Paola Balsomini giovedì sera, come molte altre volte stava elencando gli ospiti intervenuti.
Uno sguardo stupito poi occhi sbarrati, rumore di sottofondo, una telecamera stranamente mossa sul cavalletto mentre riprende e a questo punto per fortuna sulla diretta è calata la sigla di chiusura 'affrettata', mentre si sentiva in sottofondo un trambusto, perché l'audio dello studio non era stato ancora disattivato.

Si saprà, il mattino dopo che due giornalisti, Matteo Gerboni ('Il Corriere Mercantile') e Stefano Zaino di 'La Repubblica', erano stati aggrediti da un manipolo di tifosi della Samp (ma chiamarli così è veramente ingiusto per coloro che seriamente sono tali) che non avevano gradito le esternazioni dei due cronisti sportivi, fra l'altro sampdoriani.
La cronaca racconterà di uno sputo per Zaino e di uno schiaffone subito dall'altro, con la comprensibile apprensione della conduttrice, a cui si sono aggiunti i danni allo studio e la becera violenza di questi facinorosi, bloccati (in quattro) dalla Polizia.

Nel pomeriggio di venerdì sia la dirigenza della Samp che l'associazione dei giornalisti che l'Ussi (Unione della Stampa Sportiva Italiana) deprecheranno il fatto. La colpa dei due ospiti in studio, futile a dire il vero, è stata quella di aver anticipato delle valutazioni che in una riunione di tifosi erano state fatte in merito alla crisi della squadra, in forte difficoltà agonistica, in effetti. I teppisti volevano essere i primi a comunicarle all'esterno e non avevano gradito che le news fosse stata bruciata da chi, per lavoro, cerca di avere 'materiale fresco'.

Nel telegiornale sportivo serale che precede il notiziario, Paolo Lingua, direttore della testata giornalistica di Telenord (Liguria Tv), ha chiarito che l'emittente agirà nei confronti di questi figuri per violenza privata e danneggiamento, non lasciando affatto cadere la questione. Si parla di forzatura dell'ingresso per entrare nella sede e di danni ad una telecamera, oltre a quello fisici per cui Gerboni è ricorso al Pronto Soccorso.
Ma Lingua è apparso polemico, perché nel comunicato della società, a suo dire, sono state inserite delle righe “pelose” (è proprio questo il termine utilizzato), in quanto alla condanna ufficiale, a cui non è seguita una telefonata di scuse, sono stati aggiunti elementi che richiamano al ruolo di responsabilità che va assunto da tutti coloro che orbitano nel mondo del calcio e della Samp.

Lingua non ci sta. Il bavaglio che sente messo al suo lavoro lo ha innervosito e l'ha ribadito chiaramente anche nel corso del Tg, a cui ha di nuovo partecipato, in diretta. Qui sono state mostrate le scarne immagini dell'assalto e sono stati ribaditi i concetti.

Numerose le email e i messaggi di solidarietà pervenuti a vario titolo all'emittente e alla redazione ma ciò non toglie che resti un sottile astio fra la dirigenza della Samp e Telenord. Destino ha voluto che sabato la squadra abbia ancora perso, deludendo i tifosi, con il presidente Garrone fermo (per ora) nel proposito di non sostituire il tecnico.

Tornando al blitz, resterebbe da capire come questo gruppetto di tifosi sia potuto entrare nella sede, che ha un'apertura con tanto di videocitofono. Era semi aperta? Qualche persona si stava allontanando dalla sede dell'emittente alla fine della trasmissione e/o la porta era socchiusa?
Certo è che d'ora in poi la blindatura del portoncino d'ingresso tornerà a essere 'seria', visto che il malumore fra i tifosi sampdoriani continua a sussistere. E se si guarda bene, non sono certo confortanti anche i tafferugli che si sono verificati domenica 6 febbraio allo stadio Marassi, pur riferiti al Genoa.

Le parole di Marcello Zinola (rappresentante dell'associazione ligure dei giornalisti) hanno richiamato l'attenzione, ribadendo che l'episodio contro Telenord “non è assolutamente da sottovalutare, perché segue di pochi mesi il lancio notturno di bombe carta contro le redazioni dell'Ansa e del 'Secolo XIX' di Genova da parte di altri sedicenti tifosi”.

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