L’Auditel sotto i riflettori dell’Authority

Gran movimento sul fronte televisivo e politico sul tema, sempre caldo, dell’Auditel. L’Authority tira le somme della consultazione pubblica sul tema.

Le emittenti televisive locali vorrebbero essere rilevate con più puntualità e dettaglio, mentre, dal canto loro, anche diverse emittenti satellitari desidererebbero magari, più "semplicemente", dei numeri da presentare al mondo pubblicitario. Si è chiusa così, in mezzo a queste spinte di una parte del mondo televisivo, con a fare da contraltare un Gianni Morandi in mutande e infinite dissertazioni sul tema della qualità e della quantità degli ascolti Tv, la consultazione pubblica indetta dall'Authority sullo spinoso tema delle rilevazioni d'ascolto, e di Auditel in particolare.

Ora l'Authority ha parlato di "tempi tecnici necessari a portare a termine il procedimento già avviato" e, per bocca del consigliere Giuseppe Sangiorgi, ha affermato che "tutte le associazioni di categoria del settore sono state invitate a dire la loro sull'argomento", aggiungendo che "è già arrivata una quantità enorme di risposte".

L'ex sottosegretario alle Comunicazioni e vicepresidente della Vigilanza Michele Lauria ha dal canto suo aggiunto che "purtroppo ci sono delle resistenze a modificare Auditel, un sistema che (a suo personale parere; Ndr.) è solo orientativo e non attendibile così come qualcuno pretende che sia".

Un altro non "piccolo problema" per Enzo Cheli, oltre alla più recente "grana" Auditel, è poi quello relativo alle conseguenze del parere del Consiglio di Stato su telepromozioni e spot (che sono stati equiparati ai fini dell'affollamento, contro la prassi di Mediaset e anche, ultimamente, della Rai): l'Authority, se accettasse questa interpretazione della legge, dovrebbe sanzionare le telepromozioni di Mediaset e delle altre reti nazionali non incluse negli indici orari di affollamento pubblicitario.

Tornando brevemente al "caso Auditel" e alle mille voci che si sono espresse sull'argomento, segnaliamo il singolare parere del regista Pupi Avati (impegnato ultimamente con Sat 2000) che, cavalcando la protesta, ha proposto nientemeno che un "anno sabbatico senza Auditel".

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