“Le cose che restano”

“Le cose che restano”, con gli stessi autori di “La meglio gioventù”, Sandro Petraglia e Stefano Rulli, ha l’ambizione di essere un ampio romanzo contemporaneo, con la famiglia al centro della narrazione. È in onda su RaiUno.

Il racconto per la Rai, diviso in quattro puntate (le prime due sono andate in onda lunedì e mercoledì scorso), ruota tutto intorno alla famiglia Giordani, genitori e quattro figli, che 'cede' alla morte del più giovane in un incidente d'auto. La perdita di Lorenzo fa infatti emergere piccole fratture e insicurezze che erano latenti nella famiglia stessa.
Intorno ai membri della famiglia si dirama poi una folla di altri personaggi e ognuno è collegato a sua volta a grandi temi, soprattutto sociali: l'omosessualità, l'immigrazione clandestina e i traffici ad essa legati, ma soprattutto lo sconvolgimento in atto nel concetto di famiglia, il tradimento, l'amore. Non sempre le sotto-storie che di dipanano dalla narrazione centrale della famiglia Giordani si sviluppano con linearità, perché sono molte, ma il film ha una narrazione dal ritmo pacato, lento ma non noioso, che riesce a coinvolgere, emozionare e anche a commuovere senza cadere nei luoghi comuni.

Merito della buona scrittura degli sceneggiatori Petraglia e Rulli che hanno lavorato per la Rai in otto parti: dalle prime quattro è nata la miniserie “La vita che verrà” (anni '60) e poi “La meglio gioventù”, che narra la vita dagli anni '60 agli '80, con la regia di Marco Tullio Giordana. Poi ecco “Le cose che restano”.

Il cast, oltre ai bravi Paola Cortellesi, Claudio Santamaria ed Ennnio Fantastichini, vede inoltre protagonisti: Lorenzo Balducci-Nino; Antonia Liskova-Francesca; Leila Bekhti - Alina; Farida Rahouadj - Shaba; Daniela Giordano - Anita; Alessandro Sperduti -Lorenzo; Valentina D'Agostino - Valentina; Enrico Roccaforte -Vittorio Blasi; Maurilio Leto - Alberto; Karen Ciaurro - Lila.
C'è poi la partecipazione di Vincenzo Amato (professor Nicolai), Thierry Neuvic (Michel) e Francesco Scianna (Cataldo).

Fotografia: Roberto Forza; scenografia: Sonia Peng; costumi: Claudio Cordaro; suono: Remo Ugolinelli, Fulgenzio Ceccon, Alessandro Palmerini; montaggio: Alessandro Heffler; musica: Marco Betta; direttore di produzione: Ivana Kastratovic; produttore esecutivo: Gaetano Daniele; produttore Rai: Fabrizio Zappi. Produzione di Angelo Barbagallo per Bibi Film Tv.

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