Le ‘imprese’ di Bolloré a iTélé

 

L’intera clamorosa e, per usare un eufemismo, sconcertante vicenda è raccontata sul ‘Corriere della sera’ di oggi da Stefano Montefiori. Ne riportiamo alcune ‘perle’:

 

“Jean-Marc Morandini è da anni il personaggio meno stimato della Tv francese, una specie di re del trash che s’inventa finti collegamenti dagli Usa, azioni della polizia fasulle con suoi uomini travestiti da agenti e interviste a pornostar ‘disturbate’ come Lolo Ferrari. Il finanziere Vincent Bolloré, nuovo capo del gruppo Vivendi e quindi delle reti televisive Canal Plus, ha deciso di ingaggiarlo nel canale all news iTélé con gusto della provocazione, facendone il segnale del cambio d’epoca: in mezzo a una redazione di giornalisti bravi, ma in perdita di ascolti, ecco un personaggio losco, ma che almeno l’audience, in qualche modo, è sempre riuscito a farla. La rete iTélé cambierà tra una settimana il nome in CNews e Morandini, nel frattempo specializzatosi in notizie dal web e gossip televisivo, sarà il nome di punta.

Anche a voler sospettare la redazione di snobismo, l’operazione di Bolloré si è complicata qualche settimana fa, quando in seguito alle rivelazioni del settimanale ‘Les Inrockuptibles’ Morandini è stato messo sotto inchiesta per «corruzione di minori aggravata». Durante un casting l’animatore anni fa avrebbe chiesto una prestazione sessuale a un ragazzino, e invitato un altro a posare nudo dopo averlo invitato a casa propria, promettendo a entrambi di lavorare nelle sue trasmissioni.

I giornalisti di iTélé a quel punto hanno chiesto con più forza a Bolloré di cambiare idea e di rinunciare all’ingaggio di Morandini, e si sono poi rivolti direttamente a lui con una lettera aperta nella quale gli chiedevano di non presentarsi al lavoro. In risposta, hanno ottenuto dall’azienda l’invito a dare le dimissioni. Il gruppo Canal Plus ha proposto ai giornalisti di iTélé che non se la sentivano di lavorare con Morandini di andarsene, accettando l’indennità prevista in caso di cambio di linea editoriale.

Ieri mattina, durante l’assemblea di tutti i giornalisti, Alexandre Ifi, vicedirettore storico della rete, ha dato l’addio. Ifi era l’uomo che di fatto teneva in piedi la redazione, viste le difficoltà e poi la partenza del direttore Guillaume Zeller a sua volta nominato da Bolloré. I giornalisti hanno votato a larga maggioranza, l’85 per cento, uno sciopero immediato che avrebbe dovuto impedire la messa in onda della prima trasmissione di Morandini, prevista ieri sera alle 18…

In questo clima, dopo una giornata di filmati d’archivio e mentre i giornalisti manifestavano per strada, alle 18 come se niente fosse Jean-Luc Morandini ha fatto il suo ingresso in studio ed è cominciata la prima puntata in diretta del ‘Morandini live’, con qualche interruzione destinata agli spot, ma rimasta vuota perché anche gli inserzionisti preferiscono non essere associati al personaggio. Dopo un collegamento con una sconosciuta esperta di politica Usa e un servizio sulle accuse a Donald Trump di molestie sessuali, il nuovo anchor man ha salutato gli spettatori e ringraziato l’équipe - una telecamera fissa - che ha permesso la realizzazione”.

 

Ogni commento sembra superfluo. Ma che cos’è iTélé?

Si tratta appunto di una rete basata (finora) sull’informazione 24 ore su 24 del gruppo Canal+ ma da alcuni anni (precisamente dal 2005) in chiaro sul digitale terrestre. È nata nel 1999 come rete d’informazione a pagamento concorrente di Lci (Tv all news della prima rete francese Tf1), poi è approdata appunto al digitale terrestre in chiaro, dove però si è trovata alle prese con la lanciatissima Bfm Tv, che ha conseguito negli anni successi sempre maggiori (lasciamo stare France 24, anch’essa molto ben sviluppatasi negli anni, che è più rivolta all’estero che alla Francia). Dall’aprile scorso, poi, a peggiorare le cose, anche LCI è arrivata sul digitale terrestre. E non basta ancora, perché è recentissimo l'arrivo sul video e sul digitale terrestre anche di France Info, la 'versione Tv' della nota rete radiofonica pubblica di informazione.

La ‘brillante’ soluzione escogitata da Bolloré (nella foto) segna in sostanza un nuovo ‘anno zero’ per iTélé, che dovrebbe puntare su show pseudo-informativi di dubbio gusto e non a caso cambierà a breve nome appunto in Canal News (CNews). Chi - nell’ambito dei giornalisti e del personale - non accoglierà l’invito di Bolloré alle dimissioni si troverà comunque alle prese con i tagli all’occupazione già previsti.

Anche altre due reti del digitale terrestre legate a Bollorè e a Canal Plus, stanno cambiando nome: si tratta di D8 (che si chiamerà C8) e D17 (sono i numeri Lcn, naturalmente), che sta diventando CStar.

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