Le news in breve della settimana

La settimana è stata ricca di eventi di rilievo. La nostra carrellata parte con la rottura completa fra Mediaset e Vivendi su Premium e si chiude con il flop di Dieci Cose su Rai 1. Nel mezzo, la notizia di mercato più eclatante: AT&T mette le mani su Time Warner

Vivendi non tratta più con Mediaset su Premium

Rottura completa fra Mediaset e Vivendi su Premium e adesso la parola dovrebbe proprio passare ai Tribunali. Secondo Mediaset, “dal 25 luglio 2016, data della lettera ufficiale Vivendi di dietrofront sul contratto definitivo e vincolante firmato, non ci sono stati più contatti tra le due società. Non risponde quindi al vero che ‘negli ultimi mesi sono stati incessanti i tentativi di cercare soluzioni alternative’ tra le parti. Non solo non c’è stato alcun ‘approccio costruttivo’ ma è cessato da parte di Vivendi qualsiasi approccio”.

La Rai: “Conti in positivo e ascolti in crescita”

Una nuova trasmissione al posto di ‘Affari tuoi’ a partire da fine marzo su Rai1. È una delle novità del palinsesto per la seconda parte della stagione della Rai, esaminato nel corso del consiglio di amministrazione di Viale Mazzini svoltosi il 19 ottobre. Incerta la sorte dello sfortunato ‘Politics ‘ di RaiTre, rete su cui è in arrivo Pif, con dieci minuti dal lunedì al venerdì. Il Gruppo Rai chiude il primo semestre 2016 con un utile netto pari a 33,4 milioni di euro. I ricavi da canone - sulla base dei dati della riscossione, ancora in corso - sono pari a 930,7 milioni di euro, in crescita del 14,1%; i ricavi pubblicitari ammontano a 374,7 milioni di euro, con un incremento del 10,2%.

Buone le performance degli ascolti. La Rai rafforza la propria leadership sia in prima serata (39,4% di share) sia nell’intera giornata (37,4% di share).

Time Warner finirà a AT&T?

Grande clamore negli Stati Uniti per la reale possibilità che la società di tlc AT&T acquisisca il grande gruppo dei media Time Warner, cui fanno capo, fra le tante cose, la Cnn, la sterminata galassia Time, con l’autorevole settimanale, le apprezzate serie e i canali di Hbo, gli studios WB, il mondo dei cartoni ‘targato’ Turner. Dalla eventuale fusione potrebbe nascere un gigante da quasi 300 miliardi di dollari, sommando le capitalizzazioni di AT&T (230 miliardi) e Time Warner (65 miliardi). I colloqui sono fitti ma ci sono anche una serie di incognite, fra cui il fatto che AT&T ha un debito di 120 miliardi e che l’anno scorso ha speso 50 miliardi per portarsi a casa l’emittente satellitare DirecTV. Intanto Google ha raggiunto un accordo con la Cbs per lo sviluppo di una Web Tv che dovrebbe essere lanciata all’inizio dell’anno prossimo. Il nuovo servizio dovrebbe essere ospitato sulla piattaforma YouTube di Google.

Il finanziamento a Chili diventa un ‘caso politico’ in Lombardia

Il finanziamento da un milione e duecentomila euro che la Regione Lombardia aveva promesso a Chili Tv, l’azienda fondata nel 2012 da Stefano Parisi, non è, almeno per ora, passato. Gli assessori della Lega Nord si sono opposti e la delibera è stata rinviata a data da destinarsi. Chili Tv doveva usufruire del finanziamento regionale dopo aver partecipato, due anni fa, a un regolare bando pubblico destinato alle start-up lombarde. La questione sembra essere tutta politica e per molti si tratta, in sostanza, di una ‘rappresaglia’ della Lega nei confronti di Parisi, aspirante leader ‘moderato’ del Centro-Destra.

Delle tensioni con la Russia fa le spese Russia Today

La Royal Bank of Scotland, legata al Governo inglese (che però nega di occuparsi della sua gestione), ha deciso di congelare tutti i conti correnti intestati a Russia Today, emittente internazionale molto vicina a Putin che trasmette soprattutto per Europa e Stati Uniti in inglese, arabo e spagnolo. Russia Today, che ha ospitato anche trasmissioni di Julian Assange (sempre ospitato ‘in esilio’ dall’ambasciata dell’Ecuador a Londra), esprime il punto di vista russo sui fatti del mondo e trasmette anche dalla capitale britannica.

Netflix in buona salute

Netflix per gli ultimi tre mesi dell’anno prevede 1,45 milioni di nuovi abbonati negli Stati Uniti e 3,75 milioni fuori dagli States. Sono previsioni superiori alle attese degli analisti e i numeri hanno fatto volare il titolo a oltre 121 dollari ad azione. Il balzo degli abbonati si fa sentire sui conti, con Netflix che chiude il terzo trimestre con un utile in aumento a 51,5 milioni di dollari e ricavi in crescita a 2,29 miliardi di dollari.

L’Umbria sosterrà i media regionali

Un contributo importante a sostegno dell'editoria e dell'informazione locale, un provvedimento innovativo e fortemente atteso da tutto il settore e dai giornalisti umbri. Così l'Associazione Stampa Umbra ha commentato la notizia della ‘preadozione’ da parte della Giunta Regionale dell'Umbria del disegno di legge sull'editoria locale. Sul testo del provvedimento si aprirà ora un'ampia fase di partecipazione con tutti i soggetti interessati, al fine di arrivare all'approvazione definitiva di una legge ampiamente condivisa. “L’auspicio - conclude l'ASU - è che si arrivi presto all'approvazione definitiva del provvedimento da parte dell'assemblea legislativa dell'Umbria, così da rendere la legge regionale operativa già nei prossimi mesi”.

Definitiva la graduatoria 2014 delle Radio per i contributi

Il Ministero dello Sviluppo Economico ha pubblicato la graduatoria definitiva delle emittenti radiofoniche locali ammesse al contributo per l’anno 2014, con cui vengono recepite le modifiche apportate alla graduatoria provvisoria approvata con determina direttoriale del 22 luglio scorso. La pubblicazione non riapre i termini per impugnare il provvedimento.

Su Fab News i programmi di Canale 8 di Napoli

Nel mux 2 di Canale Italia l’emittente denominata Fab News (LCN 143) non veicola più da qualche giorno la programmazione dell'emittente sportiva romana Radio Radio Tv bensì alcuni programmi della Tv napoletana Canale 8. Si attendono ulteriori sviluppi.

Graduatorie Tv: è già tempo di revisioni

Il Ministero dello Sviluppo Economico, dopo la pubblicazione delle prime graduatorie regionali relative ai fornitori di servizi di media audiovisivi per il digitale terrestre (come da noi pubblicato nei giorni scorsi), ha già predisposto alcune ‘revisioni’.

In Friuli Venezia Giulia, ecco un’errata corrige e un’integrazione della determina dell’11 ottobre, visto che “per un errore nella denominazione sociale, è stata indicata come esclusa dalla procedura di formazione della suddetta graduatoria la Video Regione Srl anziché la Video Pordenone Srl” e che si è deciso di “integrare la medesima determina pubblicando anche l’elenco dei fornitori di servizi di media audiovisivi che hanno partecipato alla procedura e che non si sono utilmente collocati nella graduatoria in quanto hanno ottenuto un punteggio pari a zero”.

Integrazioni simili sono state pubblicate per le determine e graduatorie relative alla Puglia e al Veneto.

‘Dieci cose’: è flop per RaiUno e per Veltroni

Molto promosso alla vigilia come una ‘novità assoluta’ per il sabato di RaiUno, anche perché lo show è nato da un’idea di Walter Veltroni, sempre attivissimo fra cinema e video più che in politica, ormai, il programma ‘Dieci cose’ con Flavio Insinna e Federico Russo ha fatto flop. La prima puntata sabato 15 ottobre ha avuto solo 2.368.000 spettatori e uno share del 10,89%, mentre Canale 5 ha vinto nettamente la serata con l’ormai collaudato ‘Tu si que vales’. Idem sabato 22, con appena l'11% di share. Lo show di RaiUno è apparso nel complesso confuso, mal costruito, montato male, incerto se tentare la dìfficilissima conquista dei giovani o puntare al pubblico più anziano, che qui trova molte cose ‘nostalgiche’ che ben conosce (da ‘Il pranzo è servito’ alla coppia Orsomando-Vaudetti).  Altra polemica, soprattutto a livello politico, per i costi elevati di ‘Dieci cose’. Per fortuna le puntate previste sono solo quattro ma si arriverà alla meta finale, se ci si arriverà, con molta fatica.

Pubblica i tuoi commenti