Le peculiarità di “Drugstore”

Oggi parliamo del nuovo programma Rai (su RaiMovie) dedicato all’“immaginario contemporaneo”.

Sigla nostalgica, immagini evocative e la cornice della sede del Macro (Museo di Arte Contemporanea) nello storico quartiere Testaccio di Roma: è “Drugstore”, il nuovo programma di Rai Movie, anzi una produzione Rai Movie, scritto da Marina Polla De Luca, Enzo Sallustro, Gida Salvino, Pierluigi Pantini, per la regia di quest'ultimo, in programma ogni mercoledì alle 23.30, mezz'ora di durata.

La conduttrice, garbata, bella e solare, è Miriam Leone, giovane ma con alle spalle un passato fitto di esperienze che la vedono vincere Miss Italia 2008, in seguito co-condurre “UnoMattina Estate” prima e “Mattina in famiglia” poi: la Leone si districa assai bene all'interno del nuovo “magazine” sull'“immaginario contemporaneo” della Rai, anche se forse le manca un tocco di maggiore spigliatezza.

Il programma si dedica ai nuovi media, e presta un'attenzione particolare al mondo del cinema, focalizzandosi sui “dietro le quinte” dei film in programmazione, con interviste ad attori e registi, ma ruota intorno alla “cultura digitale” tout-court: dalla fotografia alla pubblicità, dalla musica ai fumetti ai videogiochi.

Saranno 30, in totale, le puntate, ed ogni settimana, insieme a Miriam Leone, interverrà anche l'istrionico Gianni Ippoliti, che cura un'originale rubrica dal titolo “Vi aspetto fuori”, in cui il giornalista raccoglierà le opinioni del pubblico sui film fuori dalla sale cinematografiche.

Al centro della prima puntata, andata in onda il 18 di aprile, il tema proposto è stato quello della “seduzione”: dalle interviste ad alcune tra le donne italiane più attraenti dello spettacolo, in occasione dell'anteprima del film “Bel Ami” a Roma, agli scatti seducenti del grande Arturo Ghergo, il fotografo delle dive, che sono esposti dal 3 aprile all'8 luglio al Palazzo delle Esposizioni di Roma…

Primo piano, inoltre, sulle nuove frontiere della tecnologia digitale, sulla divertente commedia “Good As You - Tutti i colori dell'amore” di Mariano Lamberti, e sui fatti di Genova 2001 al G8 con il film “Diaz” di Daniele Vicari. Inoltre, una breve digressione sui “videogames”, con “Space Invaders”, il videogioco “arcade” nato nel 1978, sviluppato da Toshihiro Nishikado. La trasmissione Rai è tra l'altro sostenuta dall'Aiomi - Associazione Italiana Opere Multimediali Interattiva, per quanto riguarda la promozione della cultura del videogioco.

Musica di sottofondo efficace, scenografia unica (quella della Sala della Pelanda del Museo di Arte Contemporanea del Testaccio a Roma) e graziosi ammiccamenti, colti da primi piani assolutamente indicati, della conduttrice, fanno di questo nuovo programma di Rai Movie una bella novità per il palinsesto della Televisione pubblica, molto spesso privo di idee originali. E non entriamo qui nel merito dello strapotere - anzi del monopolio - finora esercitato dal noioso Gigi Marzullo su RaiUno.
Quel che non ci entusiasma è il titolo, che soffre di una inutile anglofilia.

L'iniziativa Rai sembra quasi essere una risposta, pur in tono minore, rispetto al rotocalco Mediaset (ovvero News Mediaset, in collaborazione con Anica), che va in onda da inizio marzo, “SuperCinema”, ideato e condotto da Antonello Sarno su Canale 5 (va in onda il venerdì, dopo “Zelig”): forse una sorta di sperimentazione su un canale minore, per poi tentare un grande salto su Rai 3?
E anche se la prima serata di “Drugstore” si è fermata allo 0,32% con 43.000 spettatori (si tratta di cifre comunque dignitose nell'“habitat” dei canali tematici), siamo convinti che crescerà. Diamogli tempo.

(*) consulente IsICult - Istituto italiano per l'Industria Culturale

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