Le Radio pubbliche in Europa

Analizzando il sistema radiofonico di tre Paesi europei, Francia, Spagna e Regno Unito, si scoprono notevoli differenze ed interessanti spunti anche per la nostra radiofonia.

Un interessante studio commissionato a Italmedia Consulting dalla Rai ha esaminato i sistemi radiofonici pubblici di tre importanti Paesi europei (Spagna , Francia e Regno Unito), ricavandone molti dati e evidenziandone diversi interessanti aspetti.

La Francia è stata, dal 1945 al 1981, un 'monopolio imperfetto'. Oltre alle radio pubbliche nazionali c'erano (e ci sono) le radio commerciali a capitale misto (pubblico-privato), chiamate "radio periferiche", che trasmettono dall'estero: RTL, Europa 1, RMC e Sud Radio. Il 1981 è stato però l'anno della liberalizzazione dele radio private.

Attualmente il servizio pubblico Radio France è una società autonoma rispetto all'ente pubblico televisivo e comprende 4 radio nazionali: France Inter, Musique, Culture e Info; fanno invece parte della radiofonia privata 13 radio nazionali e un migliaio di locali.

Il CSA è l'ente di vigilanza del settore radiofonico e concede le licenze. Il 63% dei finanziamenti è coperto dalla pubblicità e il 37% dal canone (per 1312 milioni di euro). In base alla ricerca, il 22% dei francesi ascolta la radio pubblica e l'81% le private. L'ascoltatore tipico è di sesso maschile, dai 35 ai 50 anni, di condizione sociale medio-alta.

In Spagna, invece, già dal 1923 (!) c'era un sistema misto (soggetto ad un rigido controllo nel periodo della dittatura di Franco), nel cui ambito RNE, società che fa parte sel servizio radiotelevisivo pubblico RTVE, trasmette su 4 radio nazionali: Radio 1, Radio Classica, Radio 3 e Radio 5 Todos Noticias, più l'emittente regionale catalana Radio 4.

Le radio private nazionali sono Cadena SER, COPE, Onda Cero, Punto Radio, più le monotematiche Los 40, Dial e Kiss FM; ci sono poi 1900 emittenti locali. La Commision del Mercado de las Telecomunicaciones (CMT) è l'autorità che controlla e regola il settore. Nel Paese non esiste il canone radiotelevisivo: il finanziamento di RNE è garantito dalle sovvenzioni del bilancio generale dello Stato, per un importo pari al 23% del finanziamento del settore radiofonico; il 77% è invece coperto dalla pubblicità, per un totale di 705 milioni di euro.

Il 19% degli spagnoli (stime di Italmedia Consulting) segue le radio pubbliche e il restante 78% le private. L'ascoltatore tipico è di sesso femminile, con età tra i 26 e i 44 anni e condizione sociale media.

Nel Regno Unito, infine, la radio pubblica, sviluppatasi per 52 anni senza concorrenza privata, ha dominato fino al 1973, anno che vide l'avvento delle radio private, passando attraverso una serie di importanti trasformazioni (nel 1967 nacque, per esempio, Radio 1, dedicata ad un pubblico giovane). Attualmente la BBC diffonde 5 radio nazionali in analogico (Radio 1, 2, 3, 4 e 5 Live) più 5 nazionali locali e 46 radio locali. Nel campo privato trasmettono 11 radio a livelo nazionale (3 in analogico e 8 in digitale) e 289 locali. L'autorità di controllo competente è l'OFCOM.

Il Regno Unito è anche il Paese più aperto al DAB: 48 multiplex trasmettono 319 emittenti. Il 57% dei finanziamenti proviene dalla pubblicità e il 43% dal canone. Ben il 54% degli abitanti del Regno Unito segue la radio pubblica, il 46% le private. L'ascoltatore tipico è un uomo dai 45 ai 64 anni, di condizione sociale bassa.

Il luogo in cui gli abitanti dei tre Paesi europei preferiscono ascoltare la radio è la propria abitazione. al mattino, ma se la tendenza all'ascolto è in crescita nel Regno Unito e stabile in Spagna, in Francia è in calo. Il servizio pubblico britannico registra i migliori dati di ascolto, mentre in Spagna e Francia la share dei privati supera quella del pubblico.

Il Regno Unito ha un terzo delle radio di Francia e Spagna e questo aspetto rende l'impresa radiofonica più redditizia rispetto agli altri Paesi. Inoltre il Regno Unito è stato l'unico Paese europeo ad aver lanciato il DAB su larga scala.

Pubblica i tuoi commenti