Le Tv locali abbandonano il tavolo dell’Area 3

Di nuovo a rischio lo switch-off lombardo. Le Tv locali non accettano di avere le frequenze peggiori e abbandonano il tavolo, lasciando nell’imbarazzo soprattutto l’Authority (ed ecco i danni del piano delle frequenze). Ora si cercano affannosamente rimedi…

È il primo vero braccio di ferro sul digitale terrestre. Dopo i comunicati delle settimane scorse, le associazioni Aeranti - Corallo e Frt sono passate a una forma di protesta assai concreta abbandonando martedì mattina il primo tavolo tecnico per definire le modalità dello switch off dell'area tecnica 3 (Lombardia - esclusa la provincia di Mantova - Piemonte orientale e le provincie di Parma e Piacenza).
Oggetto del contendere, la nuova stesura del piano della frequenze che Agcom ha licenziato in piena estate, allargando il numero delle frequenze (tra effettive e “cerotti”) per le emittenti nazionali, ovviamente a discapito di quelle locali.

Una protesta a cui è seguito un tentativo maldestro di passarsi la patata bollente tra Agcom e Ministero, ma alla fine sarà proprio l'Autorità a dover sistemare la situazione. L'ipotesi più gettonata è che si sospenda l'efficacia del nuovo piano (in questo modo le emittenti nazionali avrebbero le medesime frequenze già ottenute in Campania, Valle d'Aosta, Lazio e Piemonte occidentale), dando quindi del tutto ragione alle Tv locali. In questo modo i tempi sarebbero estremamente rapidi. L'eventuale alternativa, cioè un'ulteriore riedizione del piano, richiederebbe mesi e quindi obbligherebbe all'ennesimo slittamento della digitalizzazione in Pianura Padana.

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