Legge di Stabilità: istituito un Fondo per le emittenti locali

 

La Legge di Stabilità è stata approvata definitivamente oggi dal Senato e con essa il regolamento e tutte le novità per ciò che concerne il pagamento della tassa sul possesso del televisore, il famoso canone Rai.

Per il 2016, dunque, è confermata la riduzione del costo del canone che passa da 113,50 euro a 100 euro ed il suo pagamento all’interno della bolletta dell’energia. Il canone - per la precisione - sarà spalmato su 10 rate da 10 euro o su 5 rate da 20 euro a seconda se il gestore prevede una tariffazione mensile o bimestrale. La tassa sarà dovuta solamente per le abitazioni a uso di residenza dei nuclei familiari.

La suddivisione in 5 o 10 rate non potrà però essere operativa da subito per via delle problematiche tecniche legate all’organizzazione di un sistema di riscossione affidabile in collaborazione con le varie aziende energetiche italiane. La prima rata si pagherà, dunque, solo a luglio (ma la Rai non dovrebbe esserne danneggiata, perché pare che il Governo possa assicurare un flusso in entrata simile agli altri anni), ma sarà una rata ‘salata’, perché i contribuenti nell’occasione pagheranno anche gli arretrati non ancora versati.

A luglio, dunque, la prima rata dovrebbe essere di 70 euro, il resto sui mesi successivi. Il nuovo sistema di riscossione andrà, poi, a regime nel 2017.

Con l’addebito in bolletta elettrica gli introiti che deriveranno dal nuovo canone Rai aumenterebbero di qualcosa come circa 420 milioni dai 1.569 del 2014, arrivando verso i 2.000 milioni di euro (e circa 2.800 di entrate complessive). Il calcolo è contenuto nel Focus sul settore televisivo tra il 2010 e il 2015’ realizzato dal centro Ricerche & Studi di Mediobanca.
Secondo il report, con il nuovo importo di 100 euro e con l’evasione ridotta al 5%, la Rai diventerebbe il primo gruppo Tv per ricavi in Italia, avvicinandosi alle sue omologhe europee, a cominciare da France Télévision. Al momento l’importo del canone nel nostro Paese è comunque il più basso in Europa a fronte dei 133 euro in Francia, 175,3 euro nel Regno Unito e 215,8 euro in Germania. Il primato è controbilanciato da un tasso di evasione record, che in Italia nel 2014 è stato stimato attorno al 30,5%, contro il 5% nel Regno Unito (proprio qui potremmo arrivare con la nuova legge) e l’1% di Francia e Germania.

Questo però se i nuovi introiti andassero alla Rai. Qui la situazione sembra però un po’ diversa.

Per gli anni dal 2016 al 2018 le maggiori entrate saranno destinate prioritariamente ad aumentare a 8.000 euro (dagli attuali 6.713,98) la soglia di reddito per l’esenzione del canone Rai per gli over 75.

Una parte delle maggiori entrate confluirà poi nel Fondo per il Pluralismo e l’Innovazione dell’Informazione sulle reti radiofoniche e televisive locali, di nuova istituzione presso il Ministero dello Sviluppo economico, in cui confluiranno anche le attuali risorse relative ai contributi per le emittenti radiofoniche e televisive locali. Con l’entrata in vigore della Legge di Stabilità, il Governo avrà poi 45 giorni di tempo per emanare un decreto che dovrà chiarire i molti dubbi ancora esistenti sulla gestione del nuovo canone della Rai in bolletta.

La parte da destinare alla Rai delle nuove entrate 'supplementari' da canone sarebbe stabilita dal contratto di servizio e dunque dal Govenro, cosa che ha provocato nuove proteste.

La novità per le Tv e Radio Locali è importante e sembra finalmente un segnale diverso da parte di un Governo che finora non aveva dato alcun segnale di attenzione per i tanti problemi delle Tv e Radio locali. Vediamo come ha spiegato la questione il periodico dell’associazione Confindustria Radio Tv:

 

“Nel corso dei lavori parlamentari della Commissione bilancio della Camera dei Deputati per l’approvazione della legge di stabilità 2016, è stato approvato un emendamento del Governo che prevede, attraverso l’istituzione di un apposito “Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione” di destinare risorse certe e stabili all’emittenza locale di qualità per la realizzazione di obiettivi di pubblico interesse fino ad un importo massimo di 50 milioni di euro.

In particolare l’emendamento stabilisce per gli anni dal 2016 al 2018 che le eventuali maggiori entrate versate a titolo di abbonamento alla televisione (e riservate all’erario per una quota pari al 33% del loro ammontare nell’anno 2016 e del 50% per ciascuno degli anni 2017 e 2018) siano destinate, anche, al finanziamento di tale Fondo da istituire nello stato di previsione del Mise.

Nel fondo confluiscono anche le risorse relative ai contributi in favore delle emittenti televisive e radiofoniche in ambito locale che, sempre in base all’emendamento, saranno ripartite ed assegnate per la realizzazione di obiettivi di pubblico interesse mediante apposito regolamento emanato di concerto tra il Mise ed il Mef.

Maurizio Giunco, Presidente dell’Associazione Tv Locali e Roberto Giovannini Presidente dell’Associazione Radio FRT dichiarano: “Ringraziamo il Sottosegretario del Ministero dello sviluppo economico On. Antonello Giacomelli che ha mantenuto la promessa di assicurare all’emittenza locale che svolge una funzione di pubblico interesse risorse certe e stabili nel tempo. Un ringraziamento va anche al Governo, in particolare al Sottosegretario Luca Lotti, e a tutti i Parlamentari che si sono adoperati al fine di supportare le legittime richieste delle Associazioni con riferimento agli Onorevoli: Peluffo, Losacco, Grassi, Capone, Mariano, Mongiello, Ventricelli, Pelillo, Bonaccorsi, Bordo, Laforgia, Moscatt e ai Senatori: Rossi, Cantini, Ranucci, Filippi, Zanda”.

Un risultato ottenuto anche grazie ai vertici e alla struttura di Confindustria Radio Televisioni che, in una situazione di difficoltà complessiva per il comparto, ha lavorato in direzione di un percorso teso a ribadire in ogni sede la necessità e l’urgenza dell’emanazione di un provvedimento di complessivo riassetto del sistema che accompagni nel consolidamento le emittenti sostenibili e meritevoli per patrimonializzazione, qualità dell’informazione, professionalità dei dipendenti e ascolti rilevati. Ora dopo il difficile lavoro svolto, il Sottosegretario Giacomelli dovrà stilare il regolamento che siamo certi andrà nella direzione che tutte le emittenti strutturate auspicano e che tenga conto dei criteri stabiliti dall’odg del Senato (sen. Laura Cantini) approvato dal Governo. Ad ogni buon conto l’Associazione Tv Locali e l’Associazione Radio FRT si augurano di poter essere sentite in audizione prima dell’eventuale stesura del regolamento al fine di poter fornire elementi, dati e proiezioni sul variegato comparto radiotelevisivo locale.

Al di là di quelle che saranno le risorse che verranno effettivamente destinate al comparto dell’emittenza locale, una cosa è certa: l’emendamento governativo è importante in quanto riconosce l’esigenza di fornire un concreto sostegno, stabile nel tempo all’emittenza radiotelevisiva locale di qualità che svolge un servizio di pubblico interesse a difesa e promozione del pluralismo informativo nelle diverse realtà territoriale del Paese”.

 

Nella Legge di Stabilità infine (il testo andrà esaminato attentamente) dovrebbe essere contenuta anche un’altra misura importante e molto discussa: l’attribuzione al Ministero dello Sviluppo economico del compito di determinare, mediante decreto, l’importo dei contributi per i diritti d'uso delle frequenze televisive in tecnica digitale, dovuto dagli operatori di rete in ambito nazionale o locale.

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