Legge sul cinema: una svolta per il settore

 

Un fondo da 400milioni di euro, incentivi per giovani autori e investimenti su sale, teatri e librerie storiche. Il ministro Franceschini ha spiegato nei giorni scorsi i punti fondamentali del disegno di legge governativo sul cinema, che è stato molto ben accolto dal settore, per una volta quasi all’unanimità. Renzi ha anche voluto celebrare l’evento ricevendo a Palazzo Chigi un’infornata di maestri del cinema e Premi Oscar (Benigni, Bertolucci, Sorrentino, Tornatore).

Il Ddl governativo - che quindi dovrà seguire il suo iter in Parlamento, anche se si auspicano tempi rapidi - approvato il 28 gennaio, come ha spiegato Francheschini, “non è un correttivo ma un intervento strutturale atteso da diversi decenni” e interviene ”in modo sistemico su cinema e audiovisivo, aumentano i finanziamenti del 60%”. Una riforma “che riconosce il ruolo strategico dell’industria cinematografica”, “frutto del tavolo di lavoro con tutte le parti interessate gestito insieme al sottosegretario Giacomelli”.

Su Millecanali analizzeremo il provvedimemto ma eccone fin d’ora i punti principali, come sono stati sintetizzati dall’Ansa.

 

A partire dal 2017, arriverà il Fondo Unico per sostenere gli interventi per cinema e audiovisivo. Ad alimentarlo sarà una quota pari all’11-12% del gettito Ires e Iva di chi utilizza i contenuti, tv, provider telefonici e distributori cinematografici. Il fondo non potrà mai andare sotto i 400 milioni.

La nuova Legge abolisce poi le commissioni ministeriali per l’attribuzione dei finanziamenti in base al cosiddetto ‘interesse culturale’ (fonte di mille critiche in passato) e introduce un sistema di incentivi automatici per le opere di nazionalità italiana. La quantificazione dei contributi avviene secondo parametri oggettivi che terranno conto dei risultati economici, artistici e di diffusione: dai premi ricevuti al successo in sala. I produttori e i distributori cinematografici e audiovisivi riceveranno i contributi per realizzare nuove produzioni.

Fino al 15% del nuovo Fondo Cinema è dedicato ogni anno al sostegno di: Opere prime e seconde; Giovani autori;Start-up; Piccole sale. Rafforzati i contributi a favore di festival e rassegne di qualità, previsto un Piano nazionale per la digitalizzazione del patrimonio cinematografico e audiovisivo.

Sono rafforzati i 6 tax credit per incentivare la produzione e la distribuzione e per favorire l’attrazione di investimenti esteri nel settore.

Possono beneficiare dei 6 tax credit: le imprese di produzione, distribuzione, post-produzione; i distributori che programmano il cinema italiano, incentivando la concorrenza e aumentando le quote di mercato; le imprese italiane che lavorano per produzioni straniere; le imprese esterne al settore che investono nel cinema italiano; gli esercenti che gestiscono le sale. Il Tax credit aumenta fino al 40% per i produttori indipendenti che distribuiscono in proprio.

Con decreto del Mise e del Mibact viene istituita una sezione speciale del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese, dotata di contabilità separata, destinata a garantire operazioni di finanziamento di prodotti audiovisivi. La sezione ha una dotazione iniziale di 5 milioni di euro a valere sul Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell’audiovisivo.

 

Si punta poi ad aumentare il numero degli schermi e la qualità delle sale coinvolgendo un numero molto più ampio di spettatori soprattutto a favore del cinema italiano. Per questo viene previsto un Piano straordinario fino a 100 milioni di euro in tre anni per riattivare le sale chiuse e aprirne di nuove.

Viene agevolato il riconoscimento della dichiarazione di interesse culturale che può avere ad oggetto anche sale cinematografiche, sale teatrali e librerie storiche (vincolo destinazione d’uso).

In sostituzione della Sezione Cinema della Consulta dello Spettacolo, viene istituito il Consiglio superiore per il cinema e l’audiovisivo che svolgerà attività di elaborazione delle politiche di settore.

Nel ddl c’è una delega al governo per regolamentare con decreti legislativi “in modo stringente l’obbligo trasmissione del cinema italiano” in Tv , con “sanzioni concrete per chi non lo fa”. La Rai, per esempio, a parte Rai Movie, trasmette poco cinema sulle reti generaliste.

Viene abolita anche la censura cinematografica (nientemeno). Saranno produttori e distributori a prendersi la responsabilità prima di tutto di tutelare i minori.

Il Governo è delegato a realizzare entro un anno il “Codice dello spettacolo” dove confluiranno la riforma delle fondazioni lirico-sinfoniche e il riassetto di tutti gli ambiti dello spettacolo.

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