L’esperienza di un corso per giornalisti ‘di guerra’

Una 'particolare' formazione –

La nostra collaboratrice dalla Campania Katiuscia Laneri ha frequentato un corso informativo per giornalisti ed operatori dell’informazione impiegati in aree di crisi. È stata un’esperienza vera e qui di seguito Katiuscia ce la racconta…

«Sono riuscita a partecipare al sesto corso informativo per giornalisti ed operatori dell'informazione impiegati in aree di crisi. "Ci sono riuscita", letteralmente, perché i posti erano limitati e le richieste tante.
Quale giornalista, con i reportages al posto delle vene, non desidera fare esperienza in zone ad alto rischio? Certo, nel mio caso mi basterebbe restare a Napoli! Anzi, no, addirittura potrei mettere in piedi un corso specifico... Che ne pensate?
Scherzi a parte (ma mica tanto), al di là di quanto potrà mai essere utile menzionare nel mio c.v. questa piccola "specializzazione", ho vissuto l'esperienza formativa più incredibile che abbia mai fatto in 15 anni di carriera. Ma soprattutto è stata un'esperienza "informativa" e "conoscitiva". Oggi sono infatti "informata" sui vari responsabili dei diversi settori delle Forze Armate italiane in caso di curiosità e approfondimenti per eventuali servizi giornalistici; so come muovermi e cosa non fare sul posto, cosa portare in borsa e come individuare determinati rischi ma... soprattutto ho avuto la possibilità di "conoscere" i nostri uomini.
Che passione, che sensibilità, che forza, che cultura, che grandi soldati abbiamo!
Siamo tutti abituati ad immaginare fanatici guerriglieri, a volte vittime di un sistema. Invece, a meglio frequentarli; ci si accorge di quanto siano empatici, pronti e preparati a difendere e non ad attaccare, sensibili al sorriso di un bimbo e alla vulnerabilità di una donna. E proprio per meglio "difenderci" il corso ci ha informati su come essere di supporto e mai di intralcio in caso di guerriglia e/o attentati.
Sono state due settimane molto intense. Dopo quattro giorni di pura teoria si è passati alla pratica. E che pratica!
Abbiamo dormito ogni giorno in un luogo diverso (anche in tenda e in nave), ci hanno sequestrato, tenuti in ostaggio, minacciato e sparato (a salve) contro. Insomma, ci hanno fatto provare ciò che purtroppo nella realtà qualcuno, anche del nostro settore, ha vissuto sulla propria pelle.
A confermarlo è stato Silvio Giulietti, veterano reporter-inviato di guerra per la Rai, oggi caposervizio della Tgr. Con la sua testimonianza ci ha catapultati in Jugoslavia, Albania, Cisgiordania, Gaza, Irak, Afghanistan, Libano, spiegandoci come muoversi in queste situazioni e come affrontare le continue minacce di morte: una mina, un kamikaze, un sequestro. Ma per me in particolare Giulietti è stata la conferma a quanto sto facendo da circa 7 anni: essere un giornalista video completo, muovermi con telecamere digitali poco ingombranti e leggere, Pc portatile per il montaggio e connessione decente per invio di immagini via ftp. Insomma... a sentirlo è stato come sentire il mio cervello parlare attraverso la bocca di qualcun altro!!!
Il corso è stato bello e importante anche per il gruppo che abbiamo formato, ci siamo subito affiatati pur provenendo da testate diverse, e avendo esperienze ed età molto distinte. Stranamente la maggioranza era di provenienza campana... Chissà come mai!
Comunque, consiglio a tutti i colleghi di provare questa esperienza perché ne vale veramente la pena, indipendentemente dalle possibilità lavorative che ne potrebbero scaturire.
Nel mio caso non ho dovuto dar conto a nessuno se non a me stessa, ma a chi dipende da un editore propongo di mettercela tutta nel convincerlo a farvi partecipare. È stato un vero peccato, infatti, che la collega di Sky Tg 24 abbia dovuto ritirarsi per "scappare" a Messina a seguire le vicende dell'alluvione, le auguro l'opportunità di recuperare. Sul corso ho realizzato anche uno speciale televisivo (puntata n. 18) ancora visibile on line nella sezione "mediagallery" di www.kappaelle.net (http://www.kappaelle.net/index.php?9&106).
Ora cosa mi piacerebbe fare? Diventare una finestra sul mondo per qualche importante emittente privata. Per aprire la finestra la mail è katiuscia@kappaelle.net».

Katiuscia Laneri

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