L’Eurofestival e le note stonate

Stasera la prima semifinale dell’Eurovision Song Contest, che sarà trasmessa da Rai 5. Ma l’operazione dell’Azerbaijan non riesce a cancellare le pesanti violazioni alla libertà di stampa.

Sono Paolo Ardemagni e Filippo Solibello i due conduttori che commenteranno la finale dell'Eurovision Song Contest 2012, dopo il forfait dato dalla Gialappa's band che, scelta per commentare l'evento, avrebbe 'lasciato' in seguito ad alcuni presunti disaccordi con l'organizzazione del festival canoro più famoso d'Europa. L'anno scorso era toccato a Raffaella Carrà.

Il festival sarà trasmesso in due serate: stasera appunto su Rai 5 ci sarà la prima semifinale, condotta da Federica Gentile; la finale del 26, condotta da Solibello e Ardemagni, sarà invece trasmessa su RaiDue. La concorrente italiana di questa edizione sarà Nina Zilli.
La seconda semifinale di giovedì 24 non sarà trasmessa su Rai 5 ma si potrà vedere su SMTV - San Marino.

I cantanti si esibiranno dal vivo su basi musicali; nelle prime edizioni, fino al 1999, i concorrenti cantavano accompagnati da un'orchestra ma gli eccessivi costi e l'aumento dei Paesi partecipanti hanno fatto optare per la base. Cinque sono i Paesi che ogni anno accedono di diritto alla finale (Italia, Germania, Spagna, Francia e Gran Bretagna) mentre gli altri si sfidano in due semifinali per contendersi i venti posti della serata in cui viene decretato il vincitore.

Il regolamento della manifestazione è stato più volte modificato nel corso degli anni. Quello attuale prevede che le canzoni in gara siano giudicate in base ad un sistema misto metà con il televoto e metà con la giuria degli esperti e ogni giuria nazionale e ogni Paese non può votare se stesso, il voto è palese e in collegamento video con ogni nazione concorrente. Ogni Paese combina le due votazioni, giuria e televoto, in base ad una classifica che prevede 12 punti al primo, 10 al secondo, 8 al terzo, e da 7 a 1 punto fino ai dieci artisti.

Ma quest'anno l'Eurovision Song Contest si arricchisce di un nuovo argomento poco 'canoro' ma legato alla libertà di stampa e ai diritti umani del Paese ospite, guidato dal presidente Aliyev, e che nella classifica stilata da Reporters sans Frontieres occupa il 162° posto, su 179, per la libertà di stampa.

Da mesi il Paese di Aliyev sta tentando un lavoro di “make-up” in vista dell'Eurofestival ma le accuse e le denunce non mancano, come per i casi di cronaca di giornalisti spariti, minacciati, spariti o arrestati. Uno dei casi più recenti è quello del caporedattore di Khayal Tv, Zaur Guliyev. Gluijev era stato arrestato il 14 marzo nella città di Quba in relazione ad un filmato diffuso su youtube che riprendeva la rivolta nella città e le dimissioni del rappresentante del governo a Quba.

Il giornalista di Khayal Tv è stato interrogato per ore, con le mani legate dietro alla schiena, sottomesso a pressioni psicologiche affinché ammettesse il proprio coinvolgimento nella realizzazione del video. È stato poi rinchiuso in celle anguste e in condizioni igieniche precarie, messo con criminali comuni, mentre le guardie carcerarie che lo hanno costretto a correre nudo per i corridoi della prigione. Nonostante soffra di ulcera gli sono state negate le cure mediche appropriate, fino al suo trasferimento, il 14 aprile, alla prigione di Baku.

Pochi giorni dopo, il 18 aprile, i due giornalisti di due quotidiani azeri, Idrak Abbasov e Gunay Muyasena, sono stati aggrediti in un villaggio vicino a Baku, per un'inchiesta che stavano facendo sulla demolizione di alcuni edifici della compagnia petrolifera di Stato e sono stati aggrediti dalle guardie di sicurezza della compagnia.

Subito dopo altri tre giornalisti, Esmira Javadova (di Radio Azadliq/Radio Liberty), Elnur Mammadov e Qalib Hasanov, corrispondenti di Irsf, che cercavano di riprendere l'aggressione dei colleghi sono stati a loro volta aggrediti.
Il fatto è stato denunciato da Reporters sans Frontieres che ha denunciato come la polizia avesse assistito alla scena e non abbia fatto niente per difendere i giornalisti aggrediti.

Ma questi sono solo alcuni nomi, quelli dei casi più recenti, di giornalisti vittime di aggressione e violenze. Una macchia pesante che le luci e le pailettes dell'Eurovision Song Contest non riusciranno a cancellare, se non per i pochi minuti di una canzone.

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