L’evoluzione del TG5 con Dalet

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Il TG5 è approdato sulla piattaforma Dalet, completando così il piano di migrazione di tutta l’informazione Mediaset verso il digitale

Giuliana Bianchini, direttore produzione News Rti e Claudio Fico vicedirettore TG5

Giuliana Bianchini, direttore produzione News Rti e Claudio Fico vicedirettore TG5

Mediaset è stato il primo broadcaster italiano a installare una newsroom digitale. Parliamo del 1999, con Studio Aperto che, allora con Sony, compì il primo grande passaggio verso il digitale, per ciò che era possibile realizzare con le tecnologie disponibili allora. A distanza di circa 15 anni dall’avvio della prima newsroom digitale di Studio Aperto, oggi si completa, con la migrazione su Dalet del TG5 di Roma, un disegno partito nel 2010 e avviato nel 2011 con il passaggio su Dalet di TG4 e Studio Aperto. Fu poi la volta del TGCOM24, nel novembre dello stesso anno, grazie anche alla nascita dell’Agenzia NewsMediaset, struttura dedicata alla produzione delle news per tutte le tre reti del gruppo. Questi sviluppi interessarono il Campus di Milano 2 mentre, per una serie di ragioni, l’aggiornamento del TG5, dislocato a Roma e quindi distante dal più corposo centro di Segrate (MI), fu rinviato.

Un workflow più efficiente

Proprio il fatto di essere l’ultimo di una serie di progetti sviluppati nell’area delle News da Mediaset, il passaggio al digitale del TG5 ha potuto godere delle esperienze maturate in passato e concludersi senza alcun inconveniente. L’aggiornamento tecnologico è quindi stato realizzato in modo agevole e ha consentito di dotarsi del più efficiente workflow oggi disponibile. Il nuovo sistema Galaxy, (già utilizzato da alcuni mesi anche per SportMediaset), consente infatti di sfruttare al massimo il potenziale delle caratteristiche offerte da un sistema full-digital come quello fornito da Dalet. Clemente Mimun, direttore del TG5 ha dichiarato: «Un TG5 nuovo di zecca. Un telegiornale che conta sull'esperienza e sulla qualità dei giornalisti che ne hanno accompagnato la nascita e la crescita e sui tanti giovani che si stanno formando nelle redazioni Mediaset, grazie a un’operazione di scouting ad ampio raggio, volto a trovare nuovi talenti e nuovi volti per il futuro». Tra gli elementi fondamentali di questo nuovo sistema vi è il cambio totale del workflow, maturato grazie anche all'esperienza dell'Agenzia NewsMediaset, che utilizza la precedente versione della newsroom Dalet e che sarà anch'essa prossimamente aggiornata a Galaxy. Gli stessi Paolo Liguori e Mario Giordano, grazie alla loro lunga esperienza fatta sul campo, hanno potuto dare il loro apporto per un’ottimale pianificazione del workflow, supportando quindi lo stesso Minum e la redazione del TG5. Si è arrivati così all'eliminazione totale del Tape e alla piena e totale connessione con le redazioni milanesi dell'agenzia NewsMediaset e SportMediaset. Nel segno della continuità il TG5 è quindi sempre basato su tecnologia Dalet ma implementa la nuova versione di Dalet Galaxy, che presenta elementi completamente nuovi rispetto alla precedente release Dalet 3.5, integrata già per le newsroom di NewsMediaset. L’innovazione riguarda in particolare: il passaggio alla tecnologia a 64bit; l’integrazione di un motore dedicato alla grafica; una nuova e più completa soluzione dedicata all’editing e voice-over che porta il redattore a dare un prodotto finito più completo, rendendo ancor più semplice, intuitivo e veloce l’utilizzo; una più accurata e potenziata gestione, sia in fase di catalogazione e ricerca, degli asset utilizzati nel confezionamento del servizio. Con questi ultimi moduli integrati il sistema Dalet Galaxy consente di gestire tutta la produzione delle news - passando per il MAM fino al play-out - senza ricorrere necessariamente ad applicativi di terze parti. Con questo ultimo progetto, Mediaset completa praticamente il sistema di produzione delle news, anche se è in previsione l’integrazione di un ulteriore progetto che riguarda però la produzione delle SoftNews, ossia l’informazione trasmessa all’interno dei programmi di intrattenimento come Pomeriggio5, Domenica Live, Quinta Colonna, Mattino5, Matrix, Quarto Grado, Dalla Vostra Parte ecc.

Il sistema Dalet Galaxy per il TG5

Il sistema sviluppato e integrato da Dalet Italia in tutte le sue componenti sia software che infrastrutturali (Storage, Filesystem, Library ), grazie a un team di ingegneri e tecnici oramai estremamente collaudato per la realizzazione di questo tipo di impianti, si colloca tra i più importanti, per efficienza e dimensioni, tra i sistemi Dalet installati fino ad ora a livello mondiale. Il TG5 conta infatti ben 200 client attivati ma, includendo anche le licenze attivate per le altre testate in produzione, si arriva a 800. E la cifra è destinata a crescere ancora oltre i 1.000, con l’attivazione, nel 2017, di altre 200 postazioni circa per l’area delle soft news.

Le dimensioni si comprendono anche per ciò che riguarda i canali di IN e Out, con l’utilizzo dei VideoServer Dalet Brio, oramai lo standard in Mediaset (l’azienda ne utilizza un centinaio circa tra i vari play-out, le diverse newsroom ecc.). Entriamo ora nel dettaglio del sistema: all’ingresso troviamo 30 canali di ingest, che entrano nel cuore distributivo del Centro Palatino, la nuova matrice Evertz EQX-XLink, da 16RU con espansione fino a 288x288, attualmente dimensionata però, configurata con 144 IN e 144 OUT, oltre a 27 moduli XLINK, fornita da Professional Show, dealer italiano dell’azienda canadese.

La tecnologia IP e le connessioni fiber channel consentono di avere una soluzione altamente ridondata e flessibile, offrendo l’opportunità di variarne facilmente la configurazione e la tipologia di ingressi e uscite, e di prevedere migrazioni ad HD o UltraHD senza stravolgere l’infrastruttura, salvaguardando così gli investimenti in un prossimo futuro.

Acquisiti i materiali, sia da supporti di vario genere che da feed esterni - agenzie e contribuzioni varie -  il tutto è reso disponibile, utilizzando lo storage DDN-Digital Data Direct (brand già integrato da Mediaset per tutte le newsroom e vari play-out, compresi quelli delle reti generaliste), serie S2A9900, fornito da Media Power.

Marcello Dellepiane, Ceo di Media Power, ha evidenziato che: «L’architettura parallela S2A, integrata da DDN, permette di utilizzare questo tipo di soluzioni con qualunque tipo di file-system (condiviso o in cluster) e scalare fino a livelli molto elevati». Questa combinazione di vantaggi permette di lavorare in ambienti meno complessi dal punto di vista strutturale, oltre che gestire i dischi di tipo SAS, SATA e SSD all’interno della stessa “enclosure” in modo più efficiente di altri sistemi, abilitando un migliore meccanismo di accodamento attraverso la coalescenza dei comandi e utilizzando il buffering dal lato disco.

Altre importanti componenti, su cui è basata l’infrastruttura, sono il file system on-line real time e la cart-machine LTO della Quantum, per un capiente archivio near-online, dedicato soprattutto allo storico, con tutti i contributi, servizi e materiali archiviati, previsti per un utilizzo meno frequente.

La soluzione Dalet integra la realese Galaxy, aggiornata rispetto alla versione 3.5. Innanzitutto, come lo stesso Massimo Berardi, General Manager di Dalet Italia, ci ha spiegato: «Oggi con Galaxy è realmente possibile gestire tutta la produzione delle news, a 360°, senza dover necessariamente ricorrere a soluzioni esterne». Nello specifico, oltre alla migrazione verso la tecnologia a 64 bit, che ha portato anche a scrivere o riscrivere alcune parti importanti degli applicativi, sono stati integrati nuovi e fondamentali moduli, che ne permettono un utilizzo più friendly e, allo stesso tempo, più efficiente, semplificando ulteriormente il workflow, rispetto alla precedente versione. Dall’integrazione del modulo per la grafica, Cube, che consente di poter gestire, in automatico, secondo dei template settati, l’inserimento di titoli e grafica, crawll compresi, senza che il giornalista debba far altro che inserire il testo. È stato poi integrato OneCut, nuova versione del modulo di editing molto intuitivo, che permette al giornalista di realizzare realmente voice-over e montaggio del pezzo, pronto per la messa in onda.

Un altro elemento importante riguarda un efficiente controllo dei diritti dei vari contributi richiesti all’archivio, per il montaggio dei servizi. In ogni caso, anche se si tratta di parti di singole clip montate all’interno di vecchi servizi, il sistema è comunque capace di individuare ed evidenziare i relativi diritti d’uso associati, con evidenza dell’eventuale avvenuta scadenza, in modo da evitare contenziosi e costi non preventivati. Ogni singolo redattore ha la diponibilità di uno dei 200 client, che comprende i moduli dedicati sia alle varie fasi di acquisizione e gestione dei materiali sia all’editing e alla grafica, per realizzare in completa autonomia il proprio servizio che, una volta terminato, diventa disponibile per ogni verifica gerarchica, piuttosto che per la messa in onda. Oltre alla newsroom, Galaxy gestisce anche i vari contributi video-scenografici visibili sugli schermi dello studio. È poi sorprendente ritrovare, come server di play-out, a distanza di oltre 15 anni, un nome storico del mercato italiano: Brio, il buon vecchio server del Gruppo TNT che, ancor oggi, è integrato da Dalet in tutto il mondo per gestire ingestion, meta dati e play-out, unitamente a Cube, un altro prodotto storico Gruppo TNT  dedicato alla grafica. Grazie all’elevata flessibilità e semplicità d’uso, Dalet Galaxy ha permesso di fare un passaggio tapeless molto morbido che, oltre ad aumentare l’efficienza produttiva, ha permesso di gestire la migrazione in modo non traumatico. Così, come ci ha spiegato Andrea Di Paola, direttore del Centro di Produzione Palatino: «Circa 20 operatori occupati precedentemente nell’editing, sono stati formati e impiegati per altri ruoli, consentendo di accrescere il loro livello professionale e aumentare l’efficienza produttiva del centro, con soddisfazione di tutti». Con la potente infrastruttura di connessione che ha a disposizione Mediaset è oggi possibile anche far editare un servizio, disponibile come girato, in una qualsiasi delle diverse sedi, in un’altra struttura produttiva del gruppo, avendolo subito disponibile per l’emissione. In questo modo la produzione è ulteriormente velocizzata e, anche nei momenti di maggior lavoro, si riduce lo stress senza aumentare i costi di gestione.

La parola a Mauro Cassanmagnago, direttore tecnico Videotime GUARDA IL VIDEO

Dopo questo ottimo risultato qual è il prossimo passo?

Ci occuperemo dell’upgrade (hardware e software) delle newsroom di TGCOM24, Studio Aperto, Newsmediaset e TG4 - ferme alla release 3.5 di Galaxy - che avverrà con il trasferimento delle stesse dal campus di Milano 2 a Cologno Monzese (MI). Tutti questi progetti sono previsti per operare in HD XDCAM a 50MB, ma i nuovi server Brio potranno, volendo, arrivare fino all’UltraHD.

Come si arrivò, a suo tempo, alla scelta di Dalet?

Fu la definizione del modello produttivo a portare alla scelta tecnologica. Organizzammo un team composto da giornalisti, produttori e tecnici per cercare soluzioni innovative, qualcosa che ci permettesse di cambiare il nostro modello produttivo e che, introducendo tecnologie flessibili, ci portasse a tecnologie “IT oriented”. Incontrammo così Dalet, che nel 2010 ci apparve un’azienda molto innovativa, seppure di piccole dimensioni: parlo di visite fatte a NewYorK1 o BFM a Parigi, che ci hanno subito convinti, per la loro capacità di produzione.

Hai sempre puntato sull’IT e mirato a una standardizzazione delle risorse tecnologiche. Qual è oggi per Mediaset il risultato di queste scelte?

È stato un obiettivo difficile da raggiungere ma oggi possiamo dire che siamo arrivati a un buon risultato. Abbiamo una grande intercambiabilità tra le differenti aree di lavoro, utilizzando per quanto possibile le stesse tecnologie e capitalizzando al massimo gli investimenti fatti, anche diversi anni fa. Anche il fatto di mantenere delle relazioni per lungo tempo con dei fornitori ci porta a beneficiare, nel corso degli anni, di economie di scala.

Un punto di forza dell’infrastruttura Mediaset, è l’anello chiamato Rav e Fav, avviato da Manlio Cruciatti e Marco Pellegrinato, sotto la direzione di Franco Ricci, che nonostante il grande anticipo sui tempi, si è rivelata poi una grande scelta strategica e, che nel corso degli anni è stata poi ulteriormente sviluppata sotto la direzione del Fulvio Pravadelli (Direttore Operazioni RTI e Presidente ed Amministratore Delegato Videotime), e da Sandro Costa (Direttore Generale Videotime).

Certo. Si tratta di un grande anello basato su fibra che collegava già nel 1999, i campus di Milano. Allora era realmente un progetto innovativo e lungimirante da cui abbiamo tratto e traiamo grandi benefici.

A che punto siete con l’upgrade degli studi in HD e verso il mondo IP?

Quest’anno saranno ristrutturati la regia e gli studi del TG5. Studio Aperto è già in buna parte in HD, mentre il TG4 passerà in HD con il trasferimento a Cologno. Il TGCOM24 era già in HD. Per gli studi di produzione, abbiamo una parte degli studi già in HD e altri sei, tra Roma e Milano, che devono essere aggiornati.

Per essere precisi, per il prossimo anno, abbiamo un’idea di aggiornamento verso un’infrastruttura IP e puntiamo a passare a soluzioni che ci consentano, in un prossimo futuro, di migrare, in modo indolore, anche all’UltraHD, senza dover fare un ulteriore passaggio e, quindi, un doppio investimento.

La parola a Claudio Fico, vice-direttore del TG5 - GUARDA IL VIDEO -

Con il nuovo sistema digitale avete stravolto positivamente il flusso di lavoro per la produzione delle news…

Dalet ci consente di essere più veloci e dare la possibilità ai nostri telespettatori di vedere un avvenimento ripreso anche pochi secondi prima. Eravamo abituati a vedere grandi camion che su muovevano per far arrivare la notizia. Adesso, con un file, si può estrarre un video e metterlo in onda pochi secondi dopo.

Come ha approcciato le nuove tecnologie la redazione?

Tutti i giornalisti hanno partecipato con entusiasmo alla formazione. Anche i colleghi che avevano a suo tempo lavorato con la pellicola si sono impegnati molto e si sono impossessati del sistema: quasi sono più bravi dei nativi digitali! E questo ci ha fatto molto piacere.

Come si può definire questa esperienza: è un punto di arrivo o un punto di partenza?

Non c’è mai un punto di arrivo. Cerchiamo sempre di migliorare e l’azienda ci dà una mano: questo è un altro passaggio importante. La tecnologia aiuta e rende tutto più veloce e ci consente di agire, in un mercato che cambia sempre più, rapidissimamente. Con internet l’informazione è molto più veloce e siamo presenti su tutte le piattaforme.

L’aspetto più positivo di questa esperienza?

Abbiamo lavorato in sinergia con tutti i settori tecnici di Mediaset, con impegno e partecipazione. Siamo quindi molto soddisfatti e per noi è un grande risultato.

La parola a Giuliana Bianchini, direttore produzione News Rti GUARDA IL VIDEO

Cosa è cambiato, con l’integrazione di Dalet, al TG5?

Abbiamo aumentato molto la capacità produttiva. Il giornalista può montare direttamente il servizio, velocizzando notevolmente la produzione. A Roma realizziamo una parte importante, essendo anche l’area dove si sviluppa l’informazione istituzionale e politica. Realizziamo ben sette edizioni al giorno e una parte delle AllNews. Con questo nuovo sistema contiamo di incrementare ulteriormente la nostra produzione.

Per l’informazione, come Rti, al Palatino, gestiamo 80 risorse umane, tra produttori, desk immagine, desk estero ecc. Questo è un progetto nel quale tutti sono chiamati a dare e hanno dato il proprio contributo.

Com’è cambiato il workflow?

Sono soprattutto cinque fasi che sono cambiate in modo significativo: gestione, preparazione scaletta, gestione e ricerca immagini, montaggio e messa in onda.

Il passaggio ha richiesto molte ore di formazione?

Abbiamo pianificato una fase di formazione molto importante, con  6.500 ore di formazione (comprendendo anche il team di Videotime) e il nostro team, formato dai Product Manager e con Annamaria Leo, produttore, e Gianmarco Giannuzzini, Media Manager, hanno seguito tutte le fasi, dalla progettazione, alla definizione del workflow ecc. Abbiamo poi pianificato decine di numeri zero e, ancora oggi, sono in redazione, assistendo e supportando sia il settore produttivo sia la redazione stessa.

Una location unica

Quello del TG5, che ha come location il Centro Palatino, è sicuramente il Campus più suggestivo che un broadcaster possa vantare a livello mondiale. Situato nel cuore di Roma, a poche centinaia di metri dal Colosseo, il Centro poggia le sue basi su un sito archeologico che conta millenni di storia e rappresenta una location unica nel suo genere, per un centro di produzione televisiva. Il Palatino, uno dei sette colli di Roma, è anche il monte più vicino al Colosseo e quindi ad uno dei centri nevralgici dell’antica città eterna.  Negli anni Trenta, e fino agli anni Settanta, il complesso era uno dei più importanti stabilimenti cinematografici. Poi, negli anni Ottanta, fu acquistato da Silvio Berlusconi, per farne gli studi televisivi di Fininvest della capitale. Qui vennero realizzate trasmissioni storiche come La Corrida di Corrado, Premiatissima, Forum, Buona Domenica, Non è la Rai ecc. Nel 2002, anche per la sua posizione strategica, fu convertito in Campus dedicato alla produzione delle news di Mediaset. In particolare, qui furono stabiliti gli studi della principale testata giornalistica del gruppo, il TG5, diretto allora da Enrico Mentana.

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