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Libertà di stampa: Italia a fondo classifica
Prima dell'Italia per la libertà di stampa c'è, per un soffio, la Grecia.
Sono gli stessi autori della ricerca di Freedom House, fatta tra 195 Paesi, a spiegare i motivi della posizione in cui si trova il nostro Paese. "Nonostante l'Europa Occidentale goda a tutt'oggi della più ampia libertà di stampa - dicono a Freedom House - , l'Italia è stata retrocessa nella categoria dei Paesi parzialmente liberi, dal momento che la libertà di parola è stata limitata da nuove leggi, dai Tribunali, dalle crescenti intimidazioni subite dai giornalisti da parte della criminalità organizzata e dei gruppi di estrema destra, e a causa dell'eccessiva concentrazione nella proprietà dei media".
Il vero punto debole dell'informazione italiana secondo Freedom House sta proprio "nella concentrazione insolitamente alta della proprietà dei media rispetto agli standard europei". Berlusconi, infatti, controlla Mediaset attraverso la sua famiglia e la Rai attraverso il Governo; a questo si aggiunge la legge Gasparri, che, sempre secondo l'organizzazione, ha introdotto norme tese a tutelare gli interessi del Presidente del Consiglio. E poi c sono gli innumerevoli processi per diffamazione ai danni di giornalisti.
L'Italia resta estremamente distante dalle prime posizioni di Islanda (al primo posto), Norvegia e Finlandia (secondi a pari merito); i Paesi europei sono comunque esclusi dalle prime dieci posizioni e gli Stati Uniti sono ventiquattresimi. L'Italia è a pari merito con Benin e Israele.
































