Libertà d’informazione: una proposta legislativa dei cittadini

È stata lanciata una campagna per avere maggiori garanzie, a livello europeo, sulla libertà d’informazione negli Stati membri.

Le Istituzioni Europee si sono dimostrate incapaci di prendere posizione nei confronti degli stati membri sul fronte della libertà di informazione. È questo il punto centrale del dibattito affrontato alcuni giorni fa nell'ambito della tappa italiana della prima Iniziativa dei cittadini europei per la libertà e il pluralismo dell'informazione, lanciata al parlamento europeo di Strasburgo a fine maggio e poi presentata nei vari Paesi europei; l'iniziativa consente ad almeno un milione di cittadini di almeno sette Paesi europei di presentare una proposta legislativa alla Commissione Europea. Secondo quanto risulta dai rapporti - dall'Osce a Freedom House - il quadro informativo europeo non fa che peggiorare; esemplare è il caso dell'Ungheria.

In seguito a questi fatti è nata l'iniziativa che ha attualmente costituito coordinamenti nazionali in 9 stati europei: Italia, Francia, Gran Bretagna, Belgio, Ungheria, Romania, Bulgaria, Paesi Bassi, Portogallo. In Italia la campagna è portata avanti, fra gli altri, da European Alternatives, FNSI, il Comitato per la Libertà e il Diritto all'Informazione, Libertà e Giustizia, Articolo21, MoveOn Italia e si è concretizzata in una giornata al Teatro Valle di Roma.

Numerosi gli interventi degli operatori dell'informazione. Da Roberto Natale (Fnsi), che ha posto l'accento sule concentrazioni di proprietà e posizioni dominanti nel settore dell'informazione a Luca telese, che ha evidenziato la scarsa attenzione prestata a certe categorie come i migranti o le concentrazioni pubblicitarie. Di Rai hanno invece parlato Marco Quaranta (Move On Italia) e Santo Della Volpe (inviato del Tg3 e rappresentante di Articolo21), evidenziando come questioni come l'intervento sull'Articolo 18, votato senza alcuna discussione, o la questione del pareggio di bilancio non abbiano trovato spazio nel dibattito nella Televisione pubblica.

Il senatore Vincenzo Vita (Pd) ha poi evidenziato come sia necessario rivedere alcuni trattati europei nei quali il tema della libertà di informazione non è inquadrato in modo adeguato.

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