Libia: Tv e faide di famiglia

Non sempre Gheddafi riesce a controllare la prole e i figli gli procurano talora dei guai. Una situazione negativa (ma magari positiva per il pluralismo in Libia) si è verificata per esempio con la Tv di uno dei figli, Al Mutawassat.

Ha chiuso la Televisione libica Al Mutawassat, un nome che forse non dice molto, ma che è strettamente legato alla famiglia Gheddafi, per la precisione ad un'ala particolare della famiglia. L'emittente infatti fa parte del gruppo editoriale di Saif el Islam Gheddafi, uno dei rampolli del Colonnello. Ma la storia dell'emittente di Saif è complessa e va analizzata soprattutto dal punto di vista politico.

Saif è un punto di riferimento di quelli che, forse troppo approssimativamente, vengono definiti riformisti, l'ala più giovane del Paese e di visioni più aperte, che mira ad un rinnovamento e ad una modernizzazione della Libia. Ma il processo di modernizzazione che Saif vorrebbe avviare non piace all'ala conservatrice della vita politica libica, che fa capo, tra gli altri, al primo ministro Baghdadi Al Mahmoudi. Quest'ultimo infatti, vedendo nell'emittente di Saif un mezzo di comunicazione improntato su principi troppo modernisti ed eccessivamente critico nei confronti di certe visioni più tradizionaliste della vita politica della Libia, con l'appoggio dei servizi segreti ha fatto arrestare venti giornalisti del giornale e dell'agenzia di stampa vicini a Saif .

Nonostante l'intervento del colonnello Gheddafi, che ha portato alla liberazione dei giornalisti, l'emittente non è stata riaperta. A suscitare la reazione del primo ministro sarebbe stata la richiesta fatta da Saiaf al padre di far rientrare in Libia Abdessalam Jallud, uno degli ufficiali dell'esercito libico vicini a Gheddafi nella rivoluzione del 1969. L'emittente era stata chiusa già in precedenza, ma allora per volontà dello stesso colonnello Gheddafi, quando aveva criticato pesantemente il regime egiziano del presidente Mubarak. Oltre alla Tv anche il giornale 'Oea' è stato trasferito dal gruppo controllato dal figlio del colonnello all'ente di Stato che controlla la stampa quotidiana.

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